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“Vi do i nomi di chi l’ha ucciso”. David Rossi, svolta clamorosa

Pubblicato: 18/10/2026 10:09

Svolta clamorosa e potenzialmente definitiva nel caso più oscuro della finanza italiana degli ultimi anni, quello che da oltre un decennio divide l’opinione pubblica tra suicidio e omicidio. Nella giornata di ieri sono state depositate due annotazioni decisive alla Commissione parlamentare d’inchiesta, con i nomi di chi avrebbe avuto un ruolo diretto nella morte del manager di Rocca Salimbeni, un caso che torna a far tremare Siena.

La rivelazione del presidente della Commissione

«Nella giornata di ieri sono state presentate due annotazioni. Sono stati riferiti i nominativi di due soggetti che potrebbero essere il mandante e l’esecutore della morte di David Rossi». A spiegarlo è Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte dell’allora responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena.

Domani la Commissione fornirà ulteriori dettagli: tra i sospettati ci sarebbero persone vicine alla ‘ndrangheta. Sono in corso approfondimenti anche su soggetti che facevano parte dello stesso ambiente lavorativo del manager e che ne avrebbero potuto determinare la morte.

La ricostruzione dell’aggressione in ufficio

Le ricostruzioni dell’aggressione, eseguite nelle ultime settimane, hanno permesso di dimostrare come Rossi fu aggredito nel suo ufficio e spinto giù dalla finestra. Grazie alle simulazioni si è riuscito a spiegare come mai Rossi fu ritrovato con il gomito iperesteso e con diverse escoriazioni su naso e labbro: tutto sarebbe frutto dell’aggressione subita all’interno del suo ufficio.

«La svolta è stata la ricostruzione precisa e dettagliata delle prime due perizie. Ha smosso alcune persone a dire: “Voi avete ricostruito il fatto, adesso vi do i nomi”», ha spiegato al Tg5 Vinci.

Dal suicidio all’omicidio: crolla l’ipotesi del 2013

Una verità, quella ricostruita dalla Commissione, che sta per mettere la parola fine sull’ipotesi del suicidio, quella maggiormente accreditata nel 2013. Al contrario, si sarebbe trattato di un tentativo di intimidazione finito male, compiuto da almeno tre persone: furono loro a farlo precipitare dal terzo piano.

Il movente sarebbe legato al denaro e al ruolo di Rossi, a capo della comunicazione di Mps, in uno dei momenti più delicati della storia della banca senese.

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Ultimo Aggiornamento: 18/10/2026 10:19

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