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Svolta sulla morte di David Rossi: fuori due nomi pesanti. Chi sono

Pubblicato: 19/10/2026 12:19

A oltre tredici anni dal 6 marzo 2013, giorno in cui David Rossi, ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, precipitò dalla finestra del suo ufficio di Palazzo Salimbeni, la Commissione parlamentare d’inchiesta ha segnato una svolta storica indicando per la prima volta due nomi chiave. Nel corso dell’Ufficio di Presidenza, il presidente Gianluca Vinci ha rivelato che Giuseppe Mussari e Gabriele Ceccherelli sarebbero coinvolti a vario titolo nel dramma: Mussari, 64 anni, ex presidente di Mps e della Fondazione oltre che ex guida dell’Abi, figura come presunto mandante di un’azione intimidatoria che «inizialmente non avrebbe dovuto portare alla morte di David Rossi», mentre Ceccherelli, detto “Lo Zena” e noto calciante del Calcio storico fiorentino, avrebbe reclutato gli esecutori materiali per la fase operativa.

Di fronte alla ricostruzione, le reazioni degli interessati sono state immediate e vehementi. Giuseppe Mussari ha respinto ogni addebito bollando le indiscrezioni come «una follia prima ancora che una calunnia gravissima» e preannunciando azioni legali. Dal canto suo, Gabriele Ceccherelli si è difeso categoricamente affermando: «Non so niente, non conosco nessuno di questa vicenda, l’unica volta che sono stato a Siena è stato per comprare un paio di scarpe, non ho nulla a che fare con questa vicenda».

Le ombre nel vicolo, le perizie del Ris e l’ipotesi omicidio

Ad alimentare la convinzione che si sia trattato di un omicidio e non di un suicidio sono i dettagli emersi dalla perizia di 74 pagine redatta dal Ris dei Carabinieri sulle immagini di videosorveglianza della sera del dramma. Tra le 20:04 e le 20:14, i tecnici hanno individuato 12 macro-sequenze con variazioni di luce sulla parete in fondo a vicolo Monte Pio, compatibili con la presenza di sagome umane interposte tra i fari delle auto in transito e il muro. Gli accertamenti sperimentali sul posto, condotti il 22 giugno 2026 tramite laser scanner tridimensionali, hanno mappato cinque stazioni (A, B, C, D ed E), confermando che chi si trovava nel vicolo potesse vedere il corpo del manager.

«La novità più dirompente è che non era un passante», ha scandito il presidente Gianluca Vinci, sottolineando come la persona presente avesse un ruolo attivo per «bloccare i soccorsi a Rossi» per oltre venti minuti, quando il manager era ancora in vita. Secondo la Commissione, la spedizione avrebbe visto l’azione combinata di almeno quattro o cinque persone, tra chi presidiava l’accesso alla via e chi si trovava nella stanza dell’esecutivo. Elemento che trova riscontro anche nella testimonianza resa in passato da Antonio Muto all’avvocato della famiglia Rossi, Luca Goracci, in cui si riferiva proprio della presenza di più individui intenti a sbarrare l’ingresso del vicolo.

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