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“Non è finita…”. Papa Leone operata al polmone, adesso l’annuncio dell’oncologa

Pubblicato: 19/10/2026 18:29

È tornato in Vaticano per la convalescenza dopo l’intervento al Gemelli per l’asportazione di un nodulo polmonare maligno. Mercoledì terrà l’udienza in piazza San Pietro. Ma ora che succede? L’oncologa spiega i due scenari possibili e quanto conterà l’esame istologico.

Il ritorno in Vaticano e il ringraziamento ai fedeli

Papa Leone XIV è in Vaticano per la convalescenza dopo le dimissioni sabato dal Policlinico Gemelli di Roma dove ha subito l’operazione per l’asportazione di un nodulo polmonare maligno. Leone XIV prosegue il recupero nel Palazzo apostolico vaticano e mercoledì terrà l’udienza generale in piazza San Pietro.

Ieri durante l’Angelus ha ringraziato i fedeli e ha sottolineato come, “superata questa fase delicata, adesso riprenderò gradualmente le mie attività”.

I due scenari: guarigione o terapia adiuvante

Che tipo di percorso dovrà affrontare? “Se, come è stato detto, il nodulo era piccolo e circoscritto, senza interessamento dei linfonodi – ma lo sapremo dagli esami – il Papa non dovrà fare nulla perché è guarito. Procederà con i controlli nel tempo, i ‘follow-up’, che si diraderanno nel tempo”.

“Se invece, e questo è il secondo scenario, la malattia dovesse essere più estesa, con l’interessamento dei linfonodi, si procede con l’esame istologico e con il test per l’espressione di PD-L1. Questo ci permette di capire la malattia che si ha davanti e di decidere sulla terapia migliore, in base anche alle mutazioni che potrebbero emergere. Da qui si può decidere per una terapia adiuvante e in questo modo ridurre le possibilità che il paziente, clinicamente guarito, possa avere ricadute”.

Così all’Adnkronos Salute Serena Ricciardi, pneumoncologa dirigente medico dell’Uoc di Broncopneumologia dell’Ao San Camillo-Forlanini di Roma.

“È un ottimo esempio” e il nodo del viaggio in Sud America

Il Papa “è un ottimo esempio” per tutti, continua Ricciardi, “perché tendenzialmente c’è l’idea di essere reticenti, invece lui ha deciso ‘urbi et orbi’ di annunciare l’operazione per la rimozione del nodulo polmonare”.

Sul viaggio in Sud America programmato per novembre, “il decorso è buono, ma l’ultima parola spetta ai medici che hanno seguito il Papa. Se non ci sono complicanze, un paziente operato al polmone può tornare alla routine quotidiana. Certo ogni caso è diverso dall’altro e serve sempre una valutazione degli specialisti. Il Papa è stato operato e come comunicato dai suoi medici l’intervento è riuscito, si aspetta l’esame istologico che però richiede del tempo, 10-20 giorni, poi si capirà come procederà il suo percorso”.

L’importanza della diagnosi precoce

Secondo la pneumoncologa, “in questo tipo di patologia del polmone è fondamentale la diagnosi precoce soprattutto per evitare recidive post cure”. La sopravvivenza di un tumore preso al primo stadio è superiore a quella che si prospetta negli stadi successivi.

L’Ao San Camillo-Forlanini sta portando avanti un progetto sulla diagnosi precoce del tumore al polmone. Su 939 persone senza sintomi sottoposte a Tc del torace a basso dosaggio, 28 avevano un tumore del polmone, circa il 3%, mentre altre 5 mostravano neoplasie extrapolmonari. La quasi totalità è stata individuata a uno stadio ancora trattabile localmente.

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