
Il presidente del Senato ospite di Fedez e Mr. Marra a Pulp Podcast: no all’alleanza con Vannacci, “ha tradito Salvini”. E sul busto del Duce: “Me l’ha regalato mio padre, che faccio lo butto? Ho anche Stalin e Mao”.
L’intervista a Pulp Podcast
No all’alleanza con Roberto Vannacci. E poi il busto di Mussolini, il prezzo dei carburanti, l’antisemitismo e la legge elettorale. Sono alcuni dei temi affrontati dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, durante l’ora abbondante passata a parlare con Fedez e Mr. Marra nella puntata di Pulp Podcast.
“No a Vannacci, ha tradito Salvini”
Sull’ipotesi che il centrodestra alle prossime elezioni si allei con Futuro Nazionale, La Russa è netto: Con Vannacci “non ci alleiamo. Sono perfettamente in linea con quello che dice Giorgia Meloni”. E spiega: “Quello che tiene distante Vannacci da Meloni è l’etica. Lui ha tradito la fiducia di Salvini. Se oggi qualcuno accettasse di fare un accordo con lui, sarebbe un affronto al vicepresidente del Consiglio”.
E sulla nuova legge elettorale commenta: “La sinistra è contraria perché vuole il pareggio. Vogliono due risultati su tre. Loro hanno vissuto e governate sul pareggio. Questa legge evita il pareggio”.
Il ddl antisemitismo e il caro benzina
La Russa affronta anche la questione del ddl antisemitismo: “Siccome ora c’è un insorgere dell’antisemitismo spesso mascherato da anti-israelismo – che è quello che sostengono gli ebrei, e hanno ragione – c’è bisogno di una legge che non eviti la possibilità di criticare atti politici, ma eviti che resti impunito chi provoca un danno agli ebrei con attività antisemite”.
E aggiunge: “Ci sono i figli dei miei amici ebrei che devono stare attenti ad andare in sinagoga per paura di essere picchiati, questo non succedeva anni fa”.
Sul caro benzina: “È dovere del governo intervenire per attenuare questi gravi disagi per chi ha meno capacità di spese. Ma credo che il governo lo stia facendo molto bene”.
Il busto di Mussolini
Andando più sul personale, il presidente del Senato parla anche del suo busto di Mussolini: “Era piccolino e me l’ha dato mio padre, che faccio lo butto? Comunque ora l’ho dato anche a mia sorella. Tra l’altro ho anche Stalin, Mao, un imperatore romano. Questi altri non li hanno mai fatti vedere, hanno fatto vedere solo il bustino del duce. La cosa che mi fa schifo è che il giornalista che è venuto a casa mia li ha ripresi di nascosto e tirati fuori solo un anno dopo quando ero diventato presidente del Senato. Avrei potuto denunciarlo ma poveretto, un povero cristo, disgraziato, avrà fatto due soldi”.


