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Vannacci: “Terrorizzeremo i delinquenti, li prenderemo uno a uno”. E attacca il governo dopo gli scontri

Pubblicato: 20/10/2026 15:48

«Saremo noi a terrorizzare i delinquenti, li andremo a prendere uno a uno» e faremo «pagare loro la distruzione che hanno causato». Roberto Vannacci interviene sui disordini di piazza e attacca il centrodestra di governo, accusandolo di non avere adottato misure efficaci. Il leader di Futuro nazionale, collegato da remoto alla presentazione dell’iniziativa del partito sull’ordine pubblico, richiama quanto accaduto a Milano per rivendicare una risposta più dura. Le dichiarazioni arrivano mentre l’esecutivo prepara un nuovo intervento sulla sicurezza, con particolare attenzione ai minorenni coinvolti nelle violenze e al rafforzamento dei controlli nelle città.

L’attacco di Vannacci: «Questa ipodestra non fa quasi nulla»

Il bersaglio politico dell’ex generale è esplicito. «Sono anni che questa ipodestra non fa quasi nulla. Non ha preso alcun provvedimento efficace. La dimostrazione è quello che è successo a Milano», sostiene Vannacci. Con il termine “ipodestra”, il leader di Futuro nazionale contesta alla maggioranza una distanza tra gli annunci sulla sicurezza e i risultati ottenuti, cercando di accreditare il proprio partito come interprete di una linea più severa.

Il suo intervento si sviluppa su due piani: la promessa di individuare e punire gli autori delle devastazioni e l’accusa rivolta a chi governa. La valutazione sull’inefficacia delle misure è quella espressa da Vannacci. Il governo, da parte sua, rivendica l’operato delle forze dell’ordine e prepara ulteriori strumenti per affrontare un fenomeno che, nelle ricostruzioni istituzionali, presenta anche caratteristiche nuove.

La proposta di Futuro nazionale: pene più severe e distanza dagli agenti

Già il 19 ottobre Vannacci aveva anticipato alcune linee dell’iniziativa. Al centro figurano il contrasto alla violenza organizzata durante le manifestazioni, l’inasprimento delle pene quando emergano finalità terroristiche e una distanza di sicurezza tra manifestanti e reparti di polizia schierati.

Secondo l’impostazione illustrata dal leader di Futuro nazionale, la violazione di questa distanza, accompagnata dal mancato rispetto degli ordini di ripristinarla, dovrebbe consentire lo scioglimento del corteo prima dello scontro. Vannacci richiama in particolare le condotte di chi pianifica attacchi, assegna compiti e aggredisce gli agenti con modalità organizzate. Si tratta delle linee politiche annunciate dal partito: per valutarne portata, applicazione e garanzie sarà necessario esaminare il testo normativo e il relativo percorso parlamentare.

Il contesto: dalle proteste ai saccheggi nel centro di Milano

Le dichiarazioni seguono il fine settimana di scontri, danneggiamenti e saccheggi registrati a Milano e in altre città del Nord, tra cui Torino e Bologna. Le mobilitazioni contro il carovita e le difficoltà dei servizi pubblici hanno visto anche la partecipazione di manifestanti pacifici; a margine dei cortei, gruppi di persone hanno attaccato gli agenti, incendiato cassonetti e preso di mira attività commerciali.

A Milano gli episodi sono proseguiti anche domenica. Secondo il bilancio della polizia riportato da Reuters il 19 ottobre, 271 persone sono state accompagnate negli uffici di polizia, 32 arrestate e altre 28 denunciate. Il coinvolgimento di numerosi minorenni è diventato uno degli elementi centrali del confronto politico. Lunedì diversi negozi del centro hanno protetto le vetrine o chiuso anticipatamente, nel timore di nuove devastazioni.

Le mosse del governo: minori, fermo preventivo e militari

Il 19 ottobre Giorgia Meloni ha presieduto un vertice a Palazzo Chigi con ministri, vertici delle forze di polizia e intelligence. L’obiettivo era analizzare i disordini e individuare strumenti contro chi sfrutta le manifestazioni per commettere violenze. Il Consiglio dei ministri del 20 ottobre è chiamato a esaminare un possibile decreto legge, il cui contenuto definitivo resta da verificare.

Tra gli interventi annunciati o allo studio figurano l’estensione del trattenimento preventivo ai minorenni, un possibile aumento della sua durata, nuove misure contro i danneggiamenti di gruppo e restrizioni alle aggregazioni ritenute pericolose. Le indicazioni pubbliche non sono ancora uniformi: Salvini ha parlato di trattenimento dei minori fino a 12 ore, mentre altri esponenti della Lega hanno annunciato l’obiettivo di portare il fermo preventivo fino a 24 ore. Sarà il testo approvato a chiarire destinatari, presupposti e limiti.

Sul piano operativo, Salvini ha annunciato altri 500 militari per Milano. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiesto norme che consentano ai militari di supportare temporaneamente le forze di polizia con funzioni adeguate all’emergenza, indicando un periodo di tre mesi. Anche questo intervento va distinto dalle disposizioni già operative.

Il disegno di legge al Senato e il richiamo di Mattarella

Una parte delle misure potrebbe essere ripresa dal disegno di legge sulla sicurezza e la prevenzione del disagio giovanile, già all’esame del Senato. Il calendario parlamentare del 20 ottobre prevede audizioni sul provvedimento numero 1990 e sui testi connessi. L’iniziativa di Futuro nazionale si inserisce dunque in un confronto nel quale sono già presenti proposte governative e interventi precedenti.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha intanto difeso la gestione delle piazze, ribadendo che le responsabilità saranno perseguite anche quando riguardino minorenni. Sergio Mattarella ha condannato le violenze e chiesto un’analisi approfondita delle loro caratteristiche. Il confronto riguarda quindi sia gli strumenti per prevenire e reprimere i reati sia la capacità di comprendere il coinvolgimento dei giovanissimi, mantenendo distinta la responsabilità di chi devasta dal diritto di manifestare pacificamente.

Fonti

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