
Si inasprisce la protesta degli autotrasportatori in Campania. Chiusi il nodo tra l’A1 e l’A30 Caserta-Salerno dalle 7 circa per chi proviene da Roma, lo svincolo di Nocera Pagani in uscita da entrambe le provenienze e il nodo tra l’A1 e la Sp1 Casoria per chi proviene da Roma ed è diretto verso la Ss7 Appia. Si registrano 3 chilometri di coda verso Napoli e 2 chilometri verso Roma.
A presidiare le aree interessate dai disagi ci sono gli agenti della polizia stradale e il personale di Autostrade per l’Italia, società che consiglia agli automobilisti percorsi alternativi attraverso la viabilità ordinaria, con uscite e rientri in autostrada in altre località a seconda della provenienza e della destinazione. Le associazioni di autotrasporto: “Il governo intervenga per fermare i blocchi”. Gli Industriali di Campania, Puglia e Calabria: “Imprese al collasso, ora risposte”.
“Siamo vicini a tutti quelli che lavorano, capiamo la loro sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali, altra cosa è danneggiare milioni di altri lavoratori, produttori, agricoltori, pescatori, pendolari ecc” ha detto il ministro dei Traporti, Matteo Salvini a Radio anch’io.
Manfredi e Leccese, sindaci Napoli e Bari: “Anticipare incontro al 27 ottobre”
Dopo l’incontro di ieri tra il ministro Matteo Salvini e le rappresentanze dell’autotrasporto, i sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, in una nota congiunta, prendono atto degli impegni annunciati e tornano a chiedere un intervento urgente per fronteggiare le gravi criticitò che stanno interessando le citta’ del Mezzogiorno.
“Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal Governo con le associazioni dell’autotrasporto – si legge nella nota – la situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore. A Napoli, Bari e in numerosi altri territori del Sud, il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari, con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti. Le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano. Non siamo più di fronte a una crisi circoscritta al settore dell’autotrasporto, ma a un’emergenza che rischia di paralizzare intere comunità, con conseguenze economiche e sociali sempre piuù pesanti”.
“Prendiamo atto degli impegni economici annunciati dal Governo, ma occorre accelerare concretamente la risoluzione della vertenza. Chiediamo al Governo e al ministro Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 perchè rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti. Auspichiamo che tutte le parti coinvolte individuino soluzioni che consentano di ripristinare la regolare circolazione delle merci e garantire la continuità dei servizi essenziali. Comprendiamo le ragioni di chi protesta contro costi ormai insostenibili. Al contempo non possiamo permettere che a pagarne le conseguenze siano intere comunità. È il momento che tutte le istituzioni facciano fronte comune, assumendosi ciascuna le proprie responsabilità, prima che questa emergenza metta in ginocchio le nostre città”, concludono i due primi cittadini.
Università: “Didattica a distanza”
Intanto, le università procedono con la didattica a distanza per il problema del carburante. Al momento aderiscono Federico II e Vanvitelli. La programmazione da remoto inizia già domani (giovedì 22). Nell’ateneo federiciano, le attività che richiedono necessariamente la presenza, come laboratori, tirocini e altre esercitazioni pratiche, saranno disciplinate dai presidenti delle Scuole in base alle specifiche esigenze dei singoli corsi di studio. Le sedute di laurea già calendarizzate si svolgeranno regolarmente in presenza. Le misure resteranno in vigore fino a nuove disposizioni.
Anm: “Per questa settimana non si prevedono riduzioni di corse dei bus”
Anm, l’azienda di trasporto pubblico a Napoli, informa che “l’impiego nella nostra flotta di bus elettrici e a metano ci consente una migliore gestione del gasolio a disposizione. Per questa settimana non è prevista alcuna riduzione del servizio di superficie”.
L’aggiornamento di autostrade
Alle ore 10:30 circa, a causa di una manifestazione che sta interessando la sede autostradale si registrano le seguenti code:
- in A1, 4km di coda nel tratto compreso tra Caserta Nord e il bivio con la A30 verso Napoli
- in A1, 2 km di coda nel tratto compreso tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma
- in A30, 2 km di coda tra Maddaloni e il bivio con la A1 in direzione Caserta.
Per lo stesso motivo risultano le seguenti chiusure:
- in A1, il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma verso Salerno
- in A1, il nodo con la SP1 Casoria per chi proviene da Roma ed è diretto verso la SS7 Appia
- in A1, la stazione di Santa Maria Capua Vetere in entrata verso Napoli
- in A1, la stazione di Caserta Nord in entrata verso Napoli
- la stazione di Nocera Pagani in uscita da entrambe le provenienze
- in A30, la stazione di Castel San Giorgio in entrata per entrambe le direzioni
Sul luogo dell’evento sono presenti le pattuglie della Polizia Stradale e il personale del 6° Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia.
Agli utenti provenienti da Roma e diretti a Napoli si consiglia di uscire a Caserta Nord e rientrare a Caserta Sud dopo aver percorso la viabilità ordinaria.
Agli utenti provenienti da Roma e diretti a Salerno e sulla A30 Sud si consiglia di uscire a Santa Maria Capua Vetere, seguire le indicazioni per Maddaloni e rientrare in A30 alla stazione di Maddaloni.
Agli utenti provenienti da Napoli si consiglia di immettersi sulla A30 Sud fino all’uscita di Maddaloni, percorrere la viabilità ordinaria lungo la SS700 in direzione nord e rientrare in A1 alla stazione di Santa Maria Capua Vetere in direzione Roma.
Per le lunghe percorrenze degli utenti che da Firenze/Roma sono diretti verso Bari, si consiglia di uscire a Caianello, percorrere la SS372 Telesina fino a Benevento dove rientrare in A16 Napoli-Canosa in direzione Bari. Percorso inverso per chi da Bari è diretto a Roma/Firenze.
Gli industriali di Puglia e Campania: imprese al collasso
“La vertenza degli autotrasportatori richiede risposte immediate. L’attività produttiva è alla paralisi, per mancanza di approvvigionamenti. Il blocco deve cessare, altrimenti i danni per consumatori e imprese, già rilevanti, diventeranno insostenibili. Il blocco danneggia l’economia di Campania, Puglia e dell’intero Mezzogiorno, compromettendo inoltre l’erogazione di servizi pubblici essenziali. È il momento di dimostrare senso di responsabilità da parte di tutti gli interlocutori”. Così, in una nota, l’unione industriali di Napoli, delle altre quattro provincia della Campania e di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani.
“Confidiamo nell’azione del Governo, che speriamo possa estendere la sospensione della protesta a tutto il territorio meridionale, così come auspichiamo, per situazioni di assoluta emergenza, l’intervento delle forze dell’ordine”, sottolinea la nota.
“Bisogna contrastare infiltrazioni della criminalità organizzata, che stanno speculando sulla protesta, aggravandone gli effetti – si legge – La vertenza deve trovare soluzione sui tavoli negoziali, non c’è altra strada. L’alternativa sarebbe la chiusura di tante aziende, la perdita di posti di lavoro, il degrado urbano e sociale”
“Imprese in Calabria senza materie prime”
“L’annuncio della prosecuzione della protesta degli autotrasportatori in Calabria fino al prossimo 27 ottobre è fonte di preoccupazione e allarme per gli industriali della regione”. A esprimerla è il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara: “Seguiamo con apprensione l’evolversi della situazione – afferma -. Già da un paio di giorni, le imprese calabresi segnalano la duplice e preoccupante difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime necessarie alla produzione, in molti casi anche materie deperibili, e nella consegna dei prodotti finiti, con la conseguente impossibilità di acquisire nuovi ordini e incassare pagamenti. Ciò determina difficoltà nella catena dei pagamenti. L’annunciato protrarsi della protesta – aggiunge – le cui ragioni sono comprensibili, non potrà far altro che aggravare tale situazione. Le potenziali ricadute negative sul contesto sociale, produttivo ed economico della Calabria sono dunque preoccupanti”.
L’allarme degli edili in Calabria: “Acciaio e bitume non arrivano”
Acciaio e bitume che non arrivano, materiali di origine petrolifera sempre più difficili da reperire, imprese costrette a cercare forniture all’estero sostenendo ulteriori costi. La protesta degli autotrasportatori calabresi colpisce anche il settore edile e Ance Calabria lancia un appello al Governo e chiede di valutare misure straordinarie per sostenere le aziende e tutelare l’occupazione. “Le imprese sono allo stremo”, afferma Roberto Rugna, presidente di Ance Calabria, presidente del Consiglio delle Regioni e vice presidente nazionale di Ance.
“Le segnalazioni che raccogliamo – prosegue – descrivono una situazione sempre più difficile. Quando vengono meno forniture essenziali, l’organizzazione del lavoro diventa precaria e anche rispettare una programmazione già definita può diventare impossibile”. Oltre alle difficoltà di approvvigionamento, l’Associazione evidenzia anche l’esposizione delle imprese a dinamiche speculative e l’incertezza che ostacola la pianificazione degli investimenti.
“Avevamo atteso con fiducia – prosegue Rugna – l’incontro di ieri con il ministro Salvini. Ci aspettavamo una presa d’atto della gravità della situazione e delle conseguenze che sta producendo soprattutto nel Mezzogiorno. Dal confronto non sono arrivate le risposte che ritenevamo necessarie per affrontare l’emergenza nei cantieri. Per questo sentiamo il dovere di lanciare un grido d’allarme: le imprese non possono continuare a sostenere da sole il peso di questa crisi. Cercare materiali all’estero significa affrontare altre spese proprio mentre i margini delle imprese sono già messi sotto pressione. Ogni difficoltà di consegna può ripercuotersi sull’intera sequenza delle lavorazioni. Dietro un cantiere ci sono dipendenti, fornitori, impegni contrattuali e investimenti: una catena di responsabilità che richiede condizioni minime di stabilità per poter essere rispettata”.
“Occorre valutare subito strumenti straordinari di supporto, ristori commisurati alle difficoltà effettivamente sostenute e, dove la mancanza di materiali renda inevitabile una sospensione delle attività, il ricorso ad ammortizzatori sociali adeguati, compresa la cassa integrazione” propone Rugna.
Confindustria Vibo Valentia: “Entro 24-48 ore le aziende fermeranno la produzione: aituazione al limite
Le difficoltà nei trasporti legate alla protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti rischia di ripercuotersi già nell’immediato sulla filiera produttiva calabrese. A lanciare l’allarme è Rocco Colacchio, presidente di Confindustria Vibo Valentia, che segnala il rischio di uno stop alla produzione nel giro di uno o due giorni per diverse imprese del settore.
“Siamo in una situazione limite – ha detto – fra 24 e 48 ore molte aziende saranno costrette a chiudere la produzione. Marchi storici e simbolo del nostro territorio come Callipo, Caffo, Monardo e realtà della filiera ortofrutticola come l’azienda Santa Croce della Cipolla sono completamente bloccati. La produzione è ferma e non sappiamo più come gestire i dipendenti e i turni di lavoro”.
L’Enav: “Aeroporti di Crotone e Reggio senza carburante”
L’Enav, ente nazionale di assistenza al volo, ha diffuso una nota nel quale avverte le compagnie aeree che, a causa della protesta degli autotrasportatori, gli scali di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti a secco di carburante per rifornire i velivoli in transito. Nessun problema, precisa l’Enav per l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme.
Nel nota inoltrata dall’ente nazionale dell’aviazione alle compagnie aeree si avvisa che “dalle ore 22 del 20 ottobre 2026 alle ore 22 del 23 ottobre 2026 presso l’aeroporto di Crotone (Libc) il carburante Jet A1 non è disponibile. I piloti devono quindi pianificare il rifornimento presso l’aeroporto di partenza o precedente, in quantità sufficiente per le tratte successive”. Situazione analoga per lo scalo di Reggio Calabria.
Il bollettino tecnico obbliga dunque tutti i comandanti a imbarcare quantitativi di carburante adeguati già sulle piste di decollo originarie, calcolando con la massima attenzione i consumi previsti.
Ischia e Procida, traghetti a rischio per la protesta dei tir: scarseggiano carburanti e alimentari
di Pasquale Raicaldo
20 Ottobre 2026
Uil: Scuole a rischio paralisi al Sud
“La carenza di carburante che sta interessando diverse regioni del Sud Italia sta assumendo contorni sempre più preoccupanti e rischia di compromettere seriamente il regolare svolgimento delle attività scolastiche. Non possiamo permettere che un’emergenza nei trasporti si trasformi in una paralisi delle scuole. E’ necessario intervenire con urgenza per garantire il diritto allo studio e la continuità dei servizi essenziali”. A dirlo è Giuseppe D’Aprile, segretario generale della Uil Scuola, intervenendo sui gravi disagi legati alla distribuzione di carburante nel Mezzogiorno.
“Le criticità segnalate in Puglia, Calabria, Basilicata, Campania, Sicilia e anche piccole isole destano forte preoccupazione. La riduzione o la sospensione dei servizi di trasporto, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne, potrebbe impedire a migliaia di famiglie e studenti di raggiungere le scuole e al personale scolastico di recarsi al lavoro. Una situazione che rischia di aggravare ulteriormente le disuguaglianze territoriali e di penalizzare le comunità più fragili”.
“Chiediamo al Governo, alle Regioni e agli enti locali interventi immediati, garantendo priorità nell’approvvigionamento di carburante ai servizi essenziali, a partire dal trasporto scolastico”.
I camion incolonnati
Forti disagi per gli automobilisti, ripercussioni anche sulla Tangenziale di Napoli con lunghe code. Prosegue il blocco dei rifornimento, supermercati vuoti e distributori a secco. Decine di camion bloccano l’ingresso all’interporto di Marcianise a Maddaloni, impedendo l’uscita dei mezzi di rifornimento. Centinaia di automezzi sono fermi tra Nola, Caserta Nord, Avellino, Capua e Caianello.
Gli autotrasportatori in molti casi sono affiancati dagli agricoltori. Pesanti i disagi per la viabilità, complice anche il maltempo, nel Napoletano e nel Casertano. Restano a rischio i trasporti via mare verso Ischia e Procida. Tagli alle corse in vista anche per Air Campania.
Protesta degli autotrasportatori, a Napoli presi d’assalto i pochi distributori di carburante aperti
Sos di un autotrasportatore: “Io sequestrato in autogrill a Caserta”
“Chiedo aiuto, questo è un sequestro di persona”. E’ l’appello di un autotrasportatore romano bloccato da ore nell’area di servizio di San Nicola La strada a Caserta dove nella notte, come racconta in una telefonata fatta all’Ansa sarebbe stato costretto ad entrare, con altre decine di tir, da alcuni manifestanti che poi hanno anche bloccato le uscite dell’autogrill. “Ho chiamato il 112 ma ai numeri della Polizia stradale che mi hanno fornito non risponde nessunò. “Faccio questo lavoro da dice anni – racconta ancora al telefono l’autista che preferisce rimanere anonimo – e chiaramente condivido le ragioni della protesta ma bisogna sempre lasciare ai lavoratori la libertà di aderire o meno allo sciopero senza usare, come sta accadendo, violenza o minacce. Avevo proposto a chi mi ha fermato di rientrare a Roma, ho un carico di alimenti a rischio deperimento. Non mi hanno neanche degnato di una risposta”.
Caseifici chiusi
La protesta degli autotrasportatori si ripercuote gravemente anche sulla filiera bufalina, già alle prese con un esponenziale aumento dei costi di produzione, che stanno mettendo in ginocchio allevamenti e trasformatori. A lanciare l’allarme per uno scenario che peggiora di giorno in giorno è il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop. “Non solo la Bufala Dop scarseggia ormai anche nei supermercati, ma la vera difficoltà è il blocco della produzione. Una situazione che rischia di infliggere un colpo gravissimo al comparto”. La mozzarella è un prodotto fresco e i produttori hanno anche difficoltà nello stoccaggio del latte.
“La mozzarella di bufala campana Dop è un prodotto fresco, per cui risente maggiormente delle difficoltà – afferma il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani – Ad oggi gli allevatori producono latte, ma non riescono a farlo arrivare ai caseifici a causa del blocco dei trasporti, così da ieri molti caseifici sono chiusi perché non hanno a disposizione il latte da trasformare in mozzarella Dop entro 60 ore, come previsto dal disciplinare”.
Alla chiusura dei caseifici si aggiungono le difficoltà degli allevatori, “che ovviamente continuano a mungere le bufale, ma non sanno dove poter conservare il latte e non stanno ricevendo gli approvvigionamenti per le mandrie”, sottolinea Saccani.
L’annuncio della prosecuzione della protesta in Campania può portare a ulteriori scenari di crisi per il settore. “È urgente un intervento risolutivo del Governo, per evitare il panico che già si vede in queste ore”, commenta il direttore Saccani, che lancia infine un appello “al senso di responsabilità di chi sta manifestando, a cui chiediamo un’attenzione per i prodotti deperibili, lasciandoli passare per non innescare una guerra dei poveri”.
Battipaglia, l’insalata è gratis “Tanto non la vendiamo, mnon ce la facciamo più”
Buste di insalata gratis a Battipaglia (Salerno), città della Piana del Sele, regno della quarta gamma. A regalarle agli automobilisti in transito alla grande rotonda in uscita dall’autostrada Salerno-Reggio Calabria titolari e dipendenti di un’azienda agricola. “Tanto non la vendiamo – dice uno di loro – aderiamo alla protesta, non ce la facciamo più”.
Qualche disagio alla circolazione ma automobilisti perlopiù contenti di ricevere l’inatteso regalo, anche per perché scaffali dei supermercati sono ormai vuoti.
Nel prato verde all’interno della rotonda sono parcheggiati diversi trattori ed è esposto unomanifesto di cartone con la scritta “dopo una vita intensa è venuta a mancare l’agricoltura”.
I sindacati: “La Campania a un passo dalla paralisi”
«La Campania è a un passo dalla paralisi – avvertono Lustro Filt Cgil e Ferraiuolo Uiltrasporti Campania – fate presto, non c’è più tempo da perdere. Siamo di fronte a un’emergenza economica e sociale che ha già superato il livello di guardia. Gli scaffali dei supermercati si svuotano, i carburanti scarseggiano e cittadini, lavoratori e famiglie stanno pagando un prezzo insostenibile. Il Governo deve intervenire immediatamente: non possiamo assistere impotenti al blocco progressivo delle attività essenziali e della vita quotidiana. Servono risposte concrete anche sul caro vita e sulla tutela dei redditi, già duramente colpiti dall’aumento dei prezzi».
Il presidente Conftrasporto- Confcommercio Pasquale Russo apprezza interessamento del presidente Fico ma invita a fare attenzione a manifestazioni spontanee che provocano danni a cittadini e imprese. Abbiamo ripercussioni enormi all’economia della Campania”.
Tir fermi anche a San Vittore nel Lazio
Dopo i presidi ai caselli autostradali di Frosinone e Ferentino, la mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro carburanti si estende anche al sud della provincia di Frosinone, al confine con la Campania.
Dalla scorsa notte una decina di tir sono fermi nei pressi del casello autostradale di San Vittore del Lazio, dove il presidio sta progressivamente attirando altri mezzi pesanti. La protesta sta avendo ripercussioni anche sulla viabilità ordinaria, con una coda in formazione lungo la strada statale Casilina, nel tratto al confine tra Lazio e Campania. Sul posto sono presenti le forze dell’ordine, impegnate a monitorare la situazione e a garantire la sicurezza della circolazione. Al momento, secondo le informazioni disponibili, la manifestazione si svolge pacificamente.
Imponente corteo a Campobasso
Nuova protesta degli autotrasportatori questa mattina a Campobasso. Un imponente corteo di mezzi pesanti e trattori è entrato in città poco prima delle 10 da Porta Napoli scortato dalle forze dell’ordine. La manifestazione, partita dall’area industriale di Campochiaro, ha come slogan “Insieme per il nostro futuro”. I lavoratori di diversi settori protestano sui costi sempre più alti da sostenere per portare avanti le loro attività con in testa il caro carburante. La manifestazione sta creando rallentamenti nel traffico del centro cittadino.
Napoli, la protesta dei tir: file ai distributori, manca la benzina. Allarme Caremar per i traghetti
di Tiziana Cozzi
20 Ottobre 2026
Camion e trattori in piazza a Ravenna, clacson e tricolori
Arriva anche a Ravenna la protesta di camionisti e lavoratori agricoli, suonando il clacson e sventolando tricolori. La manifestazione contro il caro carburanti sfila in piazza del Popolo, con tir e trattori, e c’è la richiesta di un incontro con le istituzioni, a partire dalla prefettura.
Le associazioni degli autotrasportatori chiedono l’intervento del governo
Le associazioni degli autotrasportatori dell’Albo dopo l’incontro di ieri a Milano con il Ministro Salvini chiedono con urgenza un intervento deciso e immediato del ministro Piantedosi “per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all’intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese”.
“Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l’intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l’attuale situazione”, affermano Anita, Cna/Fita, Confartigianato trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna casartigiani, Confcooperative lavoro e servizi, Legacoop produzione e servizi, Unatras, Assotir
Protesta tir, i farmacisti: “Scorte garantite, il rischio è legato al protrarsi dei blocchi”
di Pasquale Raicaldo
20 Ottobre 2026
Nel Tirreno cosentino mancano cibo e carburante: servizi a rischio
Con la proroga della protesta dei Tir e il mantenimento dei presidi sulla Statale 18 nel Tirreno cosentino si segnalano carenza di carburante e cibo. Code di automobilisti ai distributori con le scorte che vanno verso l’esaurimento. La penuria di carburante pesa sui Comuni, che iniziano a faticare nel garantire vari servizi essenziali. In alcuni centri, come a Praia a Mare e Tortora, le ditte affidatarie del servizio di igiene ambientale hanno comunicato sospensioni a partire da oggi della raccolta porta a porta e i cittadini sono stati invitati a non esporre per strada i rifiuti.
A detta di molti sindaci, problema analogo si presenterà nelle prossime ore un pò ovunque, come a Scalea. Oltre alla carenza di benzina o diesel, pesa anche l’impossibilità di conferire in discarica. I sindaci sono intenzionati a chiedere al prefetto di Cosenza una corsia preferenziale per i mezzi della raccolta rifiuti allo scopo di scongiurare conseguenze di igiene e salute pubblica. Sempre per la mancanza di carburante è considerato a rischio il servizio scuolabus. Alcuni Comuni hanno ridotto il numero di veicoli in circolazione, come a Sangineto.
A Verbicaro, Comune montano, l’unico impianto di distribuzione è a secco e un nuovo rifornimento è previsto non prima di 10 giorni. “Tutti i servizi sono a rischio – ha detto il sindaco Felice Spingola – e se dovessero calare le temperature dovremmo chiudere le scuole perché impossibilitati a riscaldarle”.
Criticità vengono segnalate anche negli approvvigionamenti di beni di prima necessità. Nei punti vendita del territorio alcuni scaffali sono vuoti, in particolare quelli dei prodotti legati a consegne giornaliere, come ortofrutta e carni. Iniziano a svuotarsi, però, anche quelli di latticini e salumi, prodotti da forno e persino gli espositori di acqua imbottigliata mostrano sofferenze.
Azienda con 400 dipendenti: “Domani ci fermiamo se non finisce protesta”
“Se domani la situazione non si sblocca ci fermiamo”. Gloria Tenuta presidente e Amministratrice delegata di Gias (Gruppo industriale alimentari surgelati) di Mongrassano (Cosenza), eccellenza dell’agroalimentare calabrese specializzata nella produzione di alimenti surgelati, con un fatturato di oltre 70 milioni di euro e 400 dipendenti tra fissi e stagionali, spiega che da domani fermerà le linee produttive per la mancanza gli approvvigionamenti di materia prima. “Su 400 dipendenti l’interruzione lascerà a casa tra i 200 e i 300 lavoratori”.
In Sicilia revocato il fermo tir, resta lo stato di agitazione
Ieri il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha disposto la revoca del fermo dei servizi per sbloccare la situazione logistica in Sicilia e dare un segnale di apertura al governo. La decisione è giunta dopo il confronto con il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, “durante il quale sono state accolte- informa una nota del Cts – la quasi totalità delle richieste della piattaforma rivendicativa”. Il prossimi incontro è per il 27 ottobre.
L’associazione precisa, tuttavia, che le aziende rimarranno in stato di agitazione fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti. “Vogliamo tornare a lavorare e non penalizzare ulteriormente il territorio ma la revoca del fermo non è una cambiale in bianco. Monitoreremo con estrema attenzione il rispetto delle tempistiche e l’istituzione del tavolo per il Sud”, dice il Cts.
Alcuni autotrasportatori ‘padroncini’ hanno annunciato l’intenzione di continuare con l’agitazione. Ci saranno due tavoli distinti per affrontare la crisi dell’autotrasporto, con un confronto specifico dedicato alle piccole imprese e a quelle escluse dal credito d’imposta, ha annunciato il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, al termine dell’incontro a Milano con i rappresentanti dei sindacati autonomi degli autotrasportatori del sud, parlando dei prossimi appuntamenti del 27 ottobre.
A rischio il trasporto pubblico regionale in Campania
Eav, holding regionale dei trasporti, ha annunciato possibili riduzioni e sospensioni dei servizi automobilistici a partire da oggi e, in assenza del ripristino delle forniture di carburante, di alcuni servizi ferroviari dal 24 ottobre.
Soffre anche il trasporto marittimo e, in particolare i traghetti diretti a Ischia e Procida. Caremar lancia l’allarme e annuncia cancellazioni di corse con una nota. Regolare invece il trasporto su ferro e gomma a Napoli, gestito dalla società Anm.
I sindacati: “Il personale non riesce a raggiungere i luoghi di lavoro”
“Profonda preoccupazione per la grave crisi di approvvigionamento dei carburanti che sta interessando il territorio campano, con conseguenze potenzialmente pesantissime sulla regolarità dei servizi di trasporto pubblico e sulla mobilità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore”. Ad esprimerla, in una nota inviata alle prefetture, alla Regione Campania, al Comune di Napoli e alle aziende di trasporto, sono le organizzazioni sindacali di categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl Uiltrasporti, Ugl-Fna e Faisa-Cisal.
“La criticità – sottolinea il sindacato – non riguarda più soltanto il rifornimento dei mezzi aziendali, ma investe direttamente il personale, che segnala crescenti difficoltà nel reperire carburante per i propri veicoli privati, indispensabili per raggiungere depositi, stazioni, officine e luoghi di servizio”.
In campo le prefetture
In Prefettura a Salerno è stato istituito un tavolo per monitorare la protesta in provincia e le criticità relative all’approvvigionamento di carburanti, beni e servizi essenziali. In campo anche la Prefettura di Napoli, che ha attivato un servizio di raccolta delle segnalazioni per monitorare le difficoltà e predisporre interventi a tutela della distribuzione di farmaci e altri beni essenziali. Dello stop, risentono anche i mercati ortofrutticoli.
In molti supermercati campani, dal weekend scorso, è corsa alle scorte. Vengono segnalate carenze di prodotti freschi sugli scaffali e nei frigoriferi per le difficoltà nei rifornimenti.


