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“Aiuto, il bimbo non respira”. Dramma in Italia, sotto gli occhi del padre: poi accade l’incredibile

Pubblicato: 26/10/2026 15:53

Attimi di paura sabato sera a Tortoreto, in provincia di Teramo, dove un bambino di appena dieci mesi ha rischiato di soffocare mentre si trovava in casa. Il piccolo presentava gravi difficoltà respiratorie ed era poco cosciente. A salvarlo è stato il padre, che ha eseguito le manovre di disostruzione seguendo in tempo reale le indicazioni dell’operatore della centrale del 118 della Asl di Teramo. Una corsa contro il tempo, conclusa con il bambino che ha ripreso a respirare e a piangere prima ancora dell’arrivo dei soccorritori.

La chiamata alla centrale operativa è arrivata intorno alle 20. Inizialmente, il genitore ha chiesto soltanto l’invio di un’ambulanza, ma l’operatore Mario Quaranta, compresa la gravità della situazione, ha capito che non si poteva aspettare. Il bambino aveva evidenti problemi respiratori e non era chiaro che cosa potesse aver ingerito. Così, mentre venivano attivati l’ambulanza di Giulianova e l’automedica, l’operatore ha iniziato a guidare il padre passo dopo passo, trasformando quei momenti concitati in un intervento decisivo.

Le istruzioni sono state impartite con precisione, adattandole all’età del piccolo. Il padre è stato guidato nell’eseguire le manovre di disostruzione delle vie aeree, alternando colpi tra le scapole e compressioni toraciche, secondo la procedura prevista per un lattante con sospetta ostruzione. La sequenza è stata ripetuta più volte, senza interrompere il contatto telefonico con la centrale operativa. Ogni passaggio era fondamentale, mentre il personale sanitario si stava dirigendo verso l’abitazione.

Poi, finalmente, il segnale che tutti aspettavano: il bambino ha ricominciato a piangere e a respirare regolarmente. Un cambiamento che ha segnato la svolta dell’emergenza e ha permesso al padre di affrontare con maggiore sollievo l’attesa dei soccorritori. All’arrivo dei mezzi, il medico ha confermato che le vie aeree erano state disostruite. L’intervento telefonico della centrale si era rivelato determinante per superare i momenti più critici, prima che il personale sanitario potesse raggiungere il piccolo.

L’episodio mette in evidenza il ruolo del 118 non soltanto nell’invio dei mezzi di soccorso, ma anche nell’assistenza immediata a distanza. In situazioni in cui ogni secondo può fare la differenza, gli operatori possono fornire indicazioni essenziali a chi si trova accanto alla persona in difficoltà, aiutandolo ad agire nell’attesa dell’arrivo di medici e infermieri. È un’attività che richiede preparazione, lucidità e capacità di gestire telefonate particolarmente delicate, soprattutto quando dall’altra parte della linea c’è un genitore alle prese con un’emergenza che coinvolge il proprio figlio.

Sull’accaduto è intervenuto anche Maurizio Di Giosia, direttore generale della Asl di Teramo, che ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dalla centrale operativa. «La conclusione positiva di questo episodio mi fa particolarmente piacere e conferma il ruolo della centrale operativa del 118, fulcro dell’emergenza extraospedaliera, nella quale la tempestività e la capacità di fornire indicazioni appropriate possono fare la differenza», ha dichiarato. Parole che richiamano l’importanza di un servizio chiamato a intervenire fin dai primissimi istanti di un’emergenza.

Di Giosia ha inoltre voluto rimarcare la professionalità degli operatori coinvolti, evidenziando il valore della formazione e dell’aggiornamento continui. «Voglio sottolineare la professionalità di tutti gli operatori del 118, che grazie alla formazione e all’aggiornamento continui sono preparati ad affrontare anche situazioni complesse, guidando chi si trova accanto a una persona in difficoltà già nei primi momenti dell’emergenza», ha aggiunto il direttore generale. Un riconoscimento rivolto a chi, spesso lontano dagli occhi di chi assiste direttamente ai soccorsi, rappresenta il primo punto di riferimento nelle situazioni più critiche.

La vicenda di Tortoreto ricorda anche quanto sia importante conoscere le procedure di primo soccorso, soprattutto quando si tratta di bambini molto piccoli. In caso di sospetta ostruzione delle vie aeree, è fondamentale chiamare immediatamente il 112 o il 118, seguendo le indicazioni fornite dagli operatori e senza improvvisare manovre diverse da quelle suggerite. Le tecniche, infatti, cambiano in base all’età e alle condizioni della persona: nei lattanti devono essere utilizzate procedure specifiche, differenti da quelle previste per bambini più grandi e adulti.

Per il piccolo, l’intervento si è concluso con il ripristino della respirazione prima dell’arrivo dei sanitari, grazie alla collaborazione tra il padre e la centrale operativa. Un’emergenza che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche e che si è risolta positivamente anche grazie alla tempestività delle indicazioni telefoniche. A Tortoreto, in quei minuti di paura, la voce di un operatore del 118 ha aiutato un padre a intervenire mentre il tempo scorreva, dimostrando quanto possa essere prezioso il coordinamento tra cittadini e soccorritori nelle situazioni in cui ogni istante conta.

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