
Bruno Vespa torna sulla polemica che lo ha travolto dopo il duro confronto televisivo con Sabrina Brizzola, coordinatrice dell’Unione degli Universitari, durante una puntata di Porta a Porta. A una settimana dall’episodio, il giornalista Rai ha deciso di intervenire nuovamente sulla vicenda, esprimendo rammarico per i toni utilizzati nei confronti della studentessa di 24 anni, ma confermando nella sostanza le proprie critiche. «Mi dispiace aver usato un tono forte», ha dichiarato, spiegando però di essere rimasto deluso dalla preparazione della giovane rappresentante degli studenti. Una presa di posizione che arriva dopo giorni di discussioni sui social e di accuse rivolte al conduttore per il modo in cui aveva trattato la sua ospite.
Lo scontro in diretta: «Quando venite qui, dovete studiare»
Tutto è cominciato durante una puntata di Porta a Porta dedicata, tra gli altri argomenti, alla situazione dell’istruzione italiana. Nel corso del dibattito, Sabrina Brizzola aveva denunciato il livello ancora elevato dell’abbandono scolastico nel nostro Paese.
Un’affermazione che aveva provocato l’immediata reazione di Vespa, intervenuto per contestare i dati citati dalla studentessa.
«Quando parlate voi giovani, per favore, documentatevi prima. Questo lavoro è fatto anche di studio, capisce? Quindi quando venite qui, venite preparati, dovete studiare, sennò dite delle sciocchezze che non vi giovano», aveva dichiarato il giornalista.
Il conduttore aveva quindi sostenuto che l’Italia avesse raggiunto risultati importanti nella riduzione della dispersione scolastica, anticipando gli obiettivi fissati dall’Unione europea.
Durante il confronto, Brizzola aveva tentato più volte di intervenire, chiedendo a Vespa: «Posso rispondere?».
Soltanto durante i titoli di coda era riuscita a sollevare un’altra questione, quella delle borse di studio universitarie: «L’Italia è l’unico paese in Europa che non copre tutte le borse di studio degli studenti universitari. Questo è un dato che se qualcuno vuole confutarmi sono contenta di ascoltare».
Le polemiche sui social e l’attacco di Selvaggia Lucarelli
Il filmato dello scontro è diventato rapidamente virale, alimentando un acceso dibattito sul comportamento del conduttore e sulla correttezza delle affermazioni della studentessa.
Alcuni account vicini a Fratelli d’Italia hanno rilanciato il video accompagnandolo con verifiche e contestazioni dei dati citati da Brizzola. Azione Universitaria ha pubblicato un post con la scritta «Bocciati. Studiate meglio!».
Dall’altra parte, numerosi utenti hanno criticato il tono utilizzato da Vespa, ritenendolo eccessivamente severo nei confronti della giovane ospite.
Tra le reazioni più dure quella di Selvaggia Lucarelli, che ha commentato: «Ci mancava Bruno Vespa. Liscia il pelo ai potenti ma con questa ragazza schiena drittissima eh».
Altri commentatori hanno richiamato le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aveva invitato a non riservare ai giovani una «meschina sottovalutazione».
Vespa torna sulla vicenda: «Mi dispiace, ma ero deluso»
Nella puntata di martedì 27 ottobre, il conduttore ha deciso di riprendere pubblicamente l’argomento, spiegando le ragioni della propria reazione.
«Farei qualche osservazione a mente fredda, commentando anche delle reazioni che qualche volta, francamente, ho trovato un po’ fuori misura», ha esordito.
Poi il riferimento diretto alla studentessa: «Mi dispiace aver usato un tono forte, ma lo spiego con la delusione che una giovane, con un importante ruolo di rappresentanza, non si documenti su alcuni punti chiave».
Vespa ha quindi ribadito la propria interpretazione dei dati sull’abbandono scolastico, sostenendo che l’Italia, con un tasso dell’8,2%, avrebbe raggiunto con cinque anni di anticipo l’obiettivo europeo.
Sul tema delle borse di studio ha citato invece una copertura del 99,8% degli aventi diritto, richiamando i dati dell’associazione di settore Ansu. Per quanto riguarda gli alloggi universitari, il giornalista ha rimandato alle spiegazioni già fornite dal ministero.
Numeri utilizzati dal conduttore per sostenere la propria posizione, che non cancellano però la distinzione tra il raggiungimento di un obiettivo statistico e le criticità ancora presenti nel sistema dell’istruzione.
«La credibilità nasce dal controllo delle fonti»
Nella parte conclusiva del suo intervento, Vespa ha allargato il discorso al rapporto tra informazione, politica e verifica dei dati.
«In campagna elettorale chiunque stia all’opposizione, a destra o a sinistra, dice bugie sui provvedimenti della maggioranza», ha affermato.
Il conduttore ha poi ricordato gli insegnamenti ricevuti durante la propria formazione professionale, sottolineando l’importanza del controllo delle fonti come requisito fondamentale di qualsiasi confronto pubblico.
«Avendo personalmente avuto dei maestri che mi hanno insegnato come il controllo delle fonti sia la premessa per qualunque discussione e alla base della credibilità di ciascuno di noi, mi farebbe piacere che i giovani si distinguessero, combattendo la loro più che legittima battaglia su dati di fatto reali».
Un intervento che chiarisce la posizione di Vespa: il giornalista riconosce di aver utilizzato un tono eccessivamente duro, ma non ritira le contestazioni rivolte alla studentessa.
Resta così aperto il dibattito nato dalla trasmissione, che riguarda non soltanto i dati sull’istruzione universitaria e sulla dispersione scolastica, ma anche il modo in cui il confronto tra generazioni viene condotto negli spazi televisivi.


