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«Lei è il tribunale, lei è Dio»: Bonelli attacca Meloni sul caso Siher

Pubblicato: 28/10/2026 16:19

«Lei governa, lei è il tribunale, lei è Dio, lei è patria, lei è famiglia, lei è tutto». Angelo Bonelli attacca Giorgia Meloni nell’aula della Camera, dopo il video con cui la presidente del Consiglio ha criticato la decisione della giudice per le indagini preliminari di Milano di rimettere in libertà Youssef Siher. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra accusa la premier di non rispettare il ruolo della magistratura e le chiede di presentarsi in Parlamento per affrontare le questioni economiche e sociali.

Al centro dello scontro c’è il provvedimento della gip Tiziana Landoni, che non ha convalidato il fermo dell’amministratore delle pagine social del “Movimento 17 ottobre” e ha respinto la richiesta della Procura di applicare la custodia cautelare in carcere. Una decisione contestata duramente da Meloni, che l’ha definita «vergognosa», esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine e agli investigatori.

Bonelli: «Inaccettabile in uno Stato di diritto»

Per Bonelli, la reazione della presidente del Consiglio pone un problema che riguarda il rapporto tra governo e magistratura. «O la magistratura la si rispetta o l’idea dello Stato che dà Giorgia Meloni è che lei governa, lei è il tribunale, lei è Dio, lei è patria, lei è famiglia, lei è tutto e questo francamente è inaccettabile in uno stato di diritto», ha dichiarato alla Camera.

Il parlamentare ha poi insistito sulla gravità che attribuisce alle parole della premier: «Fare un’affermazione di questo genere significa che non ha più rispetto delle leggi della Repubblica italiana e pensa di rappresentare lei tutto quanto. E noi siamo profondamente preoccupati». Il suo intervento sposta così il confronto dalla singola decisione giudiziaria al modo in cui Palazzo Chigi ha scelto di contestarla pubblicamente.

La liberazione di Siher e la reazione della premier

Siher era stato fermato nell’ambito dell’inchiesta sulle attività del Movimento 17 ottobre, nato sui social dopo i disordini e le devastazioni a Milano. La Procura gli contesta l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La gip, secondo la ricostruzione del provvedimento, non ha riconosciuto i gravi indizi necessari a sostenere le contestazioni e ha disposto la liberazione.

Il procedimento non è concluso: l’inchiesta continua con Siher indagato a piede libero. La decisione riguarda il fermo e la richiesta di una misura cautelare, senza costituire una sentenza definitiva. Nel suo video, Meloni ha sostenuto che la scelta della giudice mortifichi il lavoro di chi è impegnato a prevenire le violenze e a tutelare cittadini e attività commerciali. È contro questa lettura che Bonelli è intervenuto in Parlamento.

«Venga in aula invece di fare video patinati»

Il deputato di Avs ha quindi allargato l’attacco alle priorità dell’esecutivo, chiedendo alla presidente del Consiglio un confronto parlamentare. «Venga quindi qui la presidente del Consiglio invece di fare i video patinati da Palazzo Chigi», ha affermato, sollecitando risposte sulla crisi sociale e sugli stipendi bassi.

Bonelli ha inoltre accusato il governo di offrire una rappresentazione distorta delle proteste, sostenendo che vengano criminalizzati anche gli studenti che manifestano senza violenza. Secondo il parlamentare, «il 99% degli studenti manifesta pacificamente perché chiede una prospettiva per la propria vita»: una percentuale citata nel suo intervento per rivendicare la distinzione tra chi protesta e chi commette reati. Da qui l’ultima accusa rivolta alla maggioranza, quella di essersi schierata «dalla parte dei poteri forti», senza dare ai giovani le risposte che chiedono per il proprio futuro.

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