
Allerta alimentare per due prodotti a base di carne venduti in Italia. Il Ministero della Salute ha pubblicato due avvisi di richiamo riguardanti la salsiccia Napoli dolce e la salsiccia piccante, commercializzate con marchi differenti ma prodotte dalla stessa azienda. Il provvedimento è stato disposto in via precauzionale a causa di un rischio microbiologico legato alla presenza di Escherichia coli STEC, un batterio potenzialmente pericoloso per la salute. Ai consumatori viene chiesto di controllare le confezioni eventualmente acquistate e di non mangiare i prodotti interessati.
Quali salsicce sono state richiamate: marchi, lotto e scadenze
Il richiamo, disposto il 27 ottobre 2026 e comunicato dal Ministero della Salute il giorno successivo, riguarda due tipologie di salsiccia commercializzate con i marchi Bottega del Gusto e Salumeria del Corso.
Entrambi i prodotti sono realizzati dalla società Carni Celin S.r.l., nello stabilimento di Mirano, nella città metropolitana di Venezia, e vengono venduti in confezioni sottovuoto da 320 grammi.
Il numero di lotto interessato è lo stesso per entrambe le referenze: 26383. Cambiano invece le date di scadenza.
| Prodotto | Marchio | Lotto | Scadenze |
|---|---|---|---|
| Salsiccia Napoli dolce | Bottega del Gusto | 26383 | 07/12/2026, 08/12/2026 |
| Salsiccia piccante | Salumeria del Corso | 26383 | 13/12/2026, 20/12/2026, 21/12/2026 |
Il richiamo riguarda esclusivamente le confezioni che riportano le combinazioni di lotto e scadenza indicate negli avvisi.
Escherichia coli nella salsiccia: perché è scattato il richiamo
A far scattare il provvedimento è stata la rilevazione di Escherichia coli STEC, un ceppo batterico produttore di Shiga-tossina, in un campione di salsiccia Napoli dolce risultato non conforme durante i controlli.
La scoperta ha portato il produttore a disporre il richiamo del prodotto e, in via precauzionale, anche della salsiccia piccante appartenente allo stesso lotto, per la possibile presenza del medesimo microrganismo.
Non significa, quindi, che la contaminazione sia stata accertata in tutte le confezioni ritirate. Il provvedimento serve a prevenire eventuali rischi per i consumatori.
Quali sono i rischi per la salute
L’Escherichia coli STEC può provocare infezioni gastrointestinali caratterizzate da diarrea, dolori addominali, nausea e, in alcuni casi, vomito. La diarrea può essere anche sanguinolenta.
Nelle situazioni più gravi, soprattutto nei bambini piccoli e negli anziani, l’infezione può causare la sindrome emolitico-uremica, una complicanza che può compromettere la funzionalità dei reni e richiedere il ricovero ospedaliero.
La gravità dei sintomi varia da persona a persona e non tutte le infezioni provocano complicazioni. Chi dovesse manifestare disturbi dopo aver consumato un alimento potenzialmente contaminato dovrebbe rivolgersi al medico, segnalando il prodotto ingerito.
Cosa devono fare i consumatori
Il Ministero della Salute e l’azienda produttrice invitano chiunque abbia acquistato una delle confezioni interessate a non consumare la salsiccia, anche se il prodotto non presenta alterazioni visibili o odori insoliti.
Le confezioni possono essere riportate al punto vendita presso il quale sono state acquistate per ottenere un rimborso o una sostituzione.
È importante controllare sia il numero di lotto sia la data di scadenza riportati sull’etichetta, perché il richiamo non riguarda indistintamente tutti i prodotti commercializzati con i due marchi.
Gli altri richiami alimentari degli ultimi giorni
Il nuovo provvedimento arriva dopo altre segnalazioni di rischio microbiologico nel settore alimentare.
Nei giorni precedenti, il Ministero della Salute aveva comunicato un richiamo riguardante un formaggio di pecora, sempre per un possibile rischio legato all’Escherichia coli.
Altri avvisi avevano invece interessato un lotto di salsiccia fresca e alcune uova fresche, in quei casi per il rischio di contaminazione da Salmonella.
Si tratta di richiami distinti, relativi a prodotti e contaminazioni differenti. La raccomandazione per i consumatori resta quella di verificare attentamente le informazioni riportate sulle confezioni e consultare gli avvisi pubblicati nella sezione dedicata ai richiami alimentari del Ministero della Salute.


