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La giudice che ha liberato Siher aveva firmato un appello per Gaza: esplode il caso

Pubblicato: 28/10/2026 19:45

La giudice che ha disposto la liberazione di Youssef Siher aveva sottoscritto un appello pubblico a sostegno di Gaza. Si tratta di Tiziana Landoni, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, che il 28 ottobre ha deciso di non convalidare il fermo del trentenne di origini marocchine, indicato come ideatore e amministratore del “Movimento 17 ottobre”. La vicenda riporta al centro dell’attenzione il rapporto tra le posizioni pubbliche dei magistrati, la loro funzione istituzionale e le decisioni assunte nell’ambito di procedimenti giudiziari delicati.

Il nome di Landoni compare nell’elenco dei sottoscrittori dell’“Appello dei giuristi per Gaza”, pubblicato dalla rivista Giustizia Insieme. La magistrata figura al numero 767, con l’indicazione del Tribunale di Milano. La circostanza è stata richiamata nel dibattito seguito alla decisione su Siher, ma la sottoscrizione di un appello pubblico, da sola, non dimostra un collegamento tra le convinzioni personali di un giudice e le motivazioni di uno specifico provvedimento. Per stabilire se una decisione sia corretta occorre esaminarne gli argomenti giuridici e gli elementi processuali.

Siher era finito al centro delle indagini sulle mobilitazioni che hanno preceduto i violenti disordini verificatisi a Milano tra il 16 e il 18 ottobre. Secondo l’impostazione investigativa, l’attività svolta attraverso i canali social del movimento avrebbe avuto un ruolo nell’organizzazione delle proteste. Gli inquirenti contestano al trentenne ipotesi di reato particolarmente gravi, mentre resta necessario distinguere le accuse formulate dalla Procura dalle responsabilità che dovranno eventualmente essere accertate nel corso del procedimento.

La questione assume rilievo anche alla luce dei timori investigativi sulla possibile estensione delle mobilitazioni ad altre città italiane. Secondo la ricostruzione accusatoria, il movimento avrebbe potuto contribuire a promuovere nuove iniziative dopo gli episodi di devastazione registrati nel capoluogo lombardo. Si tratta, tuttavia, di valutazioni da attribuire agli investigatori e da verificare sulla base degli elementi raccolti: l’eventuale intenzione di replicare i disordini su scala nazionale non può essere considerata un fatto accertato senza riscontri giudiziari.

Un altro punto sollevato riguarda i presunti rapporti di Siher con ambienti della galassia pro-Palestina. Secondo le informazioni riportate, il trentenne sarebbe vicino ai Giovani Palestinesi d’Italia, organizzazione finita al centro di polemiche per alcune dichiarazioni e manifestazioni relative agli attacchi del 7 ottobre 2023. Nel testo di partenza viene inoltre richiamato il nome di Mohammad Hannoun, indicato come figura di riferimento di una rete sulla quale sono state formulate accuse relative a presunti legami con Hamas. Anche in questo caso, eventuali collegamenti personali o politici devono essere distinti da responsabilità individuali e penali, che richiedono prove specifiche.

Il passaggio decisivo del provvedimento firmato da Landoni riguarda però il piano strettamente giudiziario. La gip, oltre a negare la convalida del fermo, ha respinto anche la richiesta della Procura di applicare una misura cautelare personale, ritenendo insussistenti i gravi indizi di colpevolezza necessari per disporla. La decisione, dunque, non si limita alla valutazione delle esigenze cautelari, ma investe anche il requisito indiziario richiesto dalla legge per giustificare una misura restrittiva nei confronti dell’indagato.

Il provvedimento, sottoscritto alle 12.21, si inserisce in una fase iniziale del procedimento, nella quale il giudice è chiamato a verificare la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge. La mancata convalida del fermo e il rigetto della misura cautelare non equivalgono a una sentenza di assoluzione, né escludono che le indagini possano proseguire. Significano che, sulla base degli elementi sottoposti in questa fase alla valutazione della gip, non sono state ritenute soddisfatte le condizioni necessarie per adottare i provvedimenti richiesti dalla Procura.

La presenza del nome di Landoni nell’appello per Gaza alimenta inevitabilmente interrogativi nel dibattito pubblico, soprattutto in una vicenda che intreccia manifestazioni politiche, sicurezza e accuse di istigazione. Ma per valutare la correttezza della decisione è necessario concentrarsi sulle motivazioni del provvedimento, sulle prove disponibili e sui criteri applicati dal giudice. Le opinioni pubblicamente espresse da un magistrato e le decisioni adottate nell’esercizio delle sue funzioni sono piani distinti, che non possono essere sovrapposti automaticamente.

Il caso Siher resta quindi aperto su più fronti: da una parte, le indagini sui disordini di Milano e sui presunti legami organizzativi del movimento; dall’altra, il confronto sulle ragioni giuridiche che hanno portato alla liberazione del trentenne. Per comprendere fino in fondo la portata della decisione sarà determinante leggere integralmente le motivazioni della gip e confrontarle con gli elementi raccolti dagli investigatori. È su questo terreno, più che sulle appartenenze o sulle adesioni pubbliche attribuite ai protagonisti, che si misura la solidità di un provvedimento giudiziario.

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Ultimo Aggiornamento: 28/10/2026 20:01

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