
Doveva essere una normale operazione di scarico del mangime all’interno di un’azienda agricola, ma si è trasformata in una tragedia. Giovanni Fargione, autotrasportatore di 65 anni, ha perso la vita dopo essere stato investito da una violentissima scarica elettrica mentre lavorava accanto a un silos. L’incidente è avvenuto nelle campagne di Modica, in provincia di Ragusa, tra il tardo pomeriggio e la serata di martedì 27 ottobre. Secondo una prima ricostruzione, il braccio meccanico dell’autocisterna che stava manovrando avrebbe toccato accidentalmente alcuni cavi dell’alta tensione. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare.
L’incidente mentre scaricava il mangime nel silos
La tragedia si è consumata in contrada Mauto, nelle campagne di Modica, dove il 65enne era arrivato alla guida di un’autocisterna carica di mangime destinato a un’azienda agricola.
Dopo aver parcheggiato il mezzo nelle vicinanze del silos, Giovanni Fargione aveva iniziato le consuete operazioni necessarie per trasferire il contenuto dell’autocisterna all’interno della struttura.
Un’attività che l’autotrasportatore stava svolgendo quando, improvvisamente, è stato raggiunto da una scarica elettrica violentissima.
Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, l’incidente potrebbe essere stato provocato dal contatto tra il braccio meccanico utilizzato per lo scarico e i cavi dell’alta tensione che attraversano l’area sovrastante l’azienda.
Il contatto avrebbe provocato il passaggio della corrente elettrica attraverso il mezzo, investendo il lavoratore.
Si tratta di una ricostruzione preliminare, che dovrà essere confermata dagli accertamenti tecnici.
I soccorsi disperati: Giovanni è morto sul colpo
Subito dopo l’incidente è stato lanciato l’allarme ai numeri di emergenza.
Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118, ma quando i sanitari hanno raggiunto l’azienda agricola le condizioni dell’autotrasportatore erano ormai disperate.
La scarica elettrica si è rivelata fatale e il personale medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso del 65enne.
Sono intervenuti anche i vigili del fuoco, incaricati di mettere in sicurezza l’area e verificare l’eventuale presenza di ulteriori pericoli legati all’impianto elettrico e al mezzo pesante.
La zona dell’incidente è stata quindi sottoposta agli accertamenti necessari per consentire agli investigatori di ricostruire la dinamica.
Le indagini: il braccio dell’autocisterna avrebbe toccato i cavi elettrici
A occuparsi dell’inchiesta sono gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Modica, che stanno raccogliendo gli elementi utili a chiarire le circostanze della morte di Giovanni Fargione.
L’ipotesi principale è che il 65enne stesse manovrando il braccio meccanico dell’autocisterna per posizionarlo in direzione del silos quando la struttura avrebbe urtato accidentalmente i cavi elettrici presenti sopra l’area di lavoro.
Da quel contatto sarebbe partita la scarica che lo ha ucciso.
Gli investigatori dovranno verificare la posizione dei cavi, le modalità con cui venivano effettuate le operazioni di scarico e soprattutto il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro.
Gli accertamenti serviranno anche a stabilire se il rischio legato alla vicinanza delle linee elettriche fosse stato adeguatamente valutato e se fossero presenti tutte le misure di prevenzione previste.
Al momento non risultano accertate eventuali responsabilità.
Tre tragedie sul lavoro in Sicilia in pochi giorni
La morte di Giovanni Fargione si aggiunge ad altri gravi incidenti sul lavoro avvenuti in Sicilia nell’arco di pochi giorni.
Tra questi, la tragedia che ha provocato la morte di quattro braccianti agricoli mentre si stavano recando al lavoro, per i quali si sono svolti i funerali proprio mercoledì 28 ottobre.
Un altro incidente mortale si è verificato a Villafrati, dove un fabbro ha perso la vita dopo essere precipitato da un balcone durante alcuni lavori di ristrutturazione.
Episodi distinti, ma che riportano al centro dell’attenzione il tema della sicurezza dei lavoratori, soprattutto nelle attività che comportano rischi legati all’utilizzo di macchinari, mezzi pesanti e impianti elettrici.
Per Giovanni Fargione, quella che doveva essere una normale consegna di mangime si è conclusa tragicamente. Ora saranno le indagini a chiarire se la sua morte avrebbe potuto essere evitata.


