
Era scomparso da venti giorni, poi la sua automobile era stata trovata completamente carbonizzata vicino al fiume Rubicone. Mercoledì 28 ottobre è arrivata la tragica svolta nelle ricerche di Denaldo Maxhallaku, 31enne di origine albanese, residente a Gatteo, nel Cesenate. Il suo cadavere è stato ritrovato a testa in giù, a circa dieci metri di profondità, all’interno di un pozzo nelle campagne di Longiano. Sul corpo sarebbero presenti diverse ferite provocate da colpi d’arma da fuoco, mentre nelle vicinanze sono stati rinvenuti alcuni bossoli. Gli investigatori indagano per omicidio e in serata i carabinieri hanno fermato un sospettato, un coetaneo della vittima residente nel Cesenate. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella di un delitto legato a questioni economiche.
Il cadavere nel pozzo: trovato a testa in giù a dieci metri di profondità
Il corpo senza vita del 31enne è stato individuato nella mattinata di mercoledì 28 ottobre in località Le Felloniche, frazione di Longiano, in provincia di Forlì-Cesena. Il cadavere si trovava all’interno di un pozzetto interrato vicino al capannone di un’azienda agricola, in una zona di campagna caratterizzata da abitazioni isolate e terreni coltivati. La vittima giaceva nell’acqua, a testa in giù, a una profondità di circa dieci metri. Secondo i primi accertamenti, il corpo si trovava nel pozzo già da diversi giorni. L’allarme è stato dato da alcuni residenti, mentre il ritrovamento è stato possibile grazie all’intervento di un nucleo specializzato dei carabinieri arrivato da Firenze, impegnato nella ricerca di cadaveri e resti umani.
Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco del nucleo Saf, specializzati nelle operazioni di soccorso in ambienti particolarmente difficili. Il recupero della salma si è rivelato lungo e complesso ed è proseguito fino al pomeriggio inoltrato.
Denaldo era scomparso il 7 ottobre: l’auto trovata bruciata vicino al Rubicone
Di Denaldo Maxhallaku, che lavorava come imbianchino e viveva a Gatteo con la figlia di un anno, si erano perse le tracce il 7 ottobre.
Amici e familiari, preoccupati per la sua improvvisa scomparsa, avevano lanciato l’allarme e denunciato la sua assenza.
Il giorno successivo, l’8 ottobre, era stata ritrovata la sua Fiat Punto nera completamente distrutta dalle fiamme, abbandonata nei pressi di una sponda del fiume Rubicone, nella zona di Savignano.
Un ritrovamento che aveva immediatamente alimentato i timori sulla sorte del giovane.
Per quasi tre settimane le ricerche erano proseguite senza risultati, fino alla scoperta del corpo nelle campagne di Longiano, a pochi chilometri dal luogo in cui era stata individuata l’automobile.
La vicenda aveva suscitato forte preoccupazione anche nella comunità albanese e aveva trovato spazio sui mezzi di informazione del Paese d’origine della vittima.
Ucciso a colpi di pistola: il delitto potrebbe risalire al 7 ottobre
I primi accertamenti medico-legali avrebbero permesso di collocare la morte di Denaldo intorno alla sera del 7 ottobre, proprio il giorno in cui era scomparso.
Secondo la ricostruzione investigativa, il 31enne sarebbe stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco e successivamente abbandonato all’interno del pozzo.
A poca distanza dal luogo del ritrovamento sono stati individuati anche alcuni bossoli di pistola, elementi che potrebbero rivelarsi importanti per ricostruire la dinamica dell’omicidio.
Gli investigatori dovranno stabilire se l’uomo sia stato ucciso nello stesso punto in cui è stato trovato oppure se il cadavere sia stato trasportato lì dopo il delitto.
Resta inoltre da chiarire il collegamento tra l’omicidio e l’incendio dell’automobile, che potrebbe essere stato appiccato per cancellare eventuali tracce.
Fermato un coetaneo della vittima: si indaga sul movente economico
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Forlì e condotte dai carabinieri.
Sul luogo del ritrovamento sono arrivati il pubblico ministero Antonio Vincenzo Bortolozzi, il medico legale, il comandante provinciale dei carabinieri Gianluigi Di Pilato e il comandante della Compagnia di Cesenatico Massimiliano Iori.
Secondo le prime informazioni, gli investigatori starebbero valutando un possibile movente economico dietro l’uccisione del 31enne.
In serata sarebbe stato fermato un uomo, coetaneo della vittima e residente nel Cesenate, sospettato di essere coinvolto nel delitto.
La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti. Il fermo non equivale a un accertamento di responsabilità e saranno necessari ulteriori riscontri per chiarire l’eventuale ruolo dell’uomo nella vicenda.
Il dolore dei familiari, arrivati sul luogo del ritrovamento
La notizia della morte di Denaldo ha posto fine a quasi tre settimane di angoscia per i suoi familiari e amici, che avevano continuato a sperare di ritrovarlo vivo.
Molti di loro hanno raggiunto la zona di Le Felloniche dopo aver appreso del ritrovamento del cadavere.
I familiari della vittima sono assistiti dall’avvocato Raffaele Pacifico.
Ora l’inchiesta dovrà chiarire le ultime ore di vita del 31enne, individuare il luogo e la dinamica dell’aggressione e accertare le responsabilità di chi ha ucciso l’uomo, nascondendone poi il corpo in fondo a un pozzo.
Al centro della vicenda resta anche il destino della figlia di appena un anno, che ha perso il padre in circostanze drammatiche sulle quali la magistratura è chiamata a fare piena luce.


