
Lo sciopero dei sindacati di base di venerdì 30 ottobre si farà, anche nei trasporti, nonostante la precettazione firmata dal ministro Matteo Salvini. Ma chi sciopera rischia grosso. L’Usb sfida l’ordinanza: “La riteniamo illegittima, non intendiamo sottostare”.
Perché Salvini ha precettato lo sciopero
La precettazione era stata raccomandata dalla Commissione di garanzia per gli scioperi. In Italia esiste una “franchigia”, un periodo in cui non si può scioperare, che riguarda anche i giorni prima e dopo Ognissanti (1° novembre). Per questo il ministro dei Trasporti ha dichiarato illegittimo lo sciopero nel settore trasporti.
Durissima la replica dell’Usb: “Da oltre trentacinque anni, la legge 146/90 ingabbia il conflitto con franchigie, vincoli e sanzioni, fino a rendere sempre più difficile organizzare uno sciopero capace di incidere davvero”.
Cosa rischia il sindacato: fino a 50 mila euro al giorno
L’articolo 9 della legge 146/1990 prevede per le organizzazioni sindacali che non ottemperano all’ordinanza una multa da 2.500 a 50.000 euro per ogni giorno di mancata ottemperanza. L’Usb si dice pronta a sostenere l’onere: “La minaccia delle sanzioni non può chiudere la battaglia politica e sindacale per riconquistare il diritto di sciopero”.
Cosa rischiano i lavoratori: multa da 500 a 1000 euro
A rischiare non è solo il sindacato. La stessa legge prevede sanzioni anche per i singoli lavoratori che non rispettano la precettazione: multa da 500 a 1.000 euro per ogni giorno, in base alla gravità dell’infrazione e alle condizioni economiche.
A questo si aggiunge che le ore di sciopero non vengono retribuite. Non sono invece previsti provvedimenti disciplinari o licenziamenti da parte dell’azienda.
L’Usb ha annunciato che offrirà assistenza legale a tutti gli iscritti che decideranno di scioperare, ma le multe resteranno a carico dei lavoratori: “Ogni lavoratrice e ogni lavoratore deve poter scegliere con piena consapevolezza e trasparenza”.


