
Arriva la stretta sugli assegni medio-alti. Il disegno di legge di bilancio per il 2027, bollinato il 30 ottobre dalla Ragioneria di Stato e inviato a Montecitorio dopo il via libera del Quirinale, cambia il meccanismo che adegua le pensioni all’inflazione. E per molti pensionati significa un assegno più leggero.
Oggi la rivalutazione al 100% vale fino a 4 volte il minimo, poi scende al 90% e al 75%. Con la nuova manovra, l’ultima di questa legislatura, si passa a un sistema a sei fasce, più penalizzante.
Le sei fasce: come cambia la rivalutazione nel 2027
La rivalutazione al 100% resta solo per gli assegni pari o inferiori a 4 volte il trattamento minimo INPS (611,85 euro), cioè fino a 2.447,40 euro lordi al mese. Per chi sta sotto i 2.000 euro, nessun taglio: l’aumento resta di circa 45-60 euro al mese.
Oltre, scatta il taglio progressivo:
- fino a 5 volte il minimo (3.059,25 euro): rivalutazione all’85%
- tra 5 e 6 volte il minimo (fino a 3.671,10 euro): 53%
- tra 6 e 8 volte il minimo (fino a 4.894,80 euro): 47%
- tra 8 e 10 volte il minimo (fino a 6.118,50 euro): 37%
- sopra le 10 volte il minimo: 32%
Tradotto in soldi: chi prende tra 2.500 e 3.000 euro al mese perde circa 100 euro all’anno di aumento mancato. La perdita sale fino a circa 1.000 euro annui per gli assegni sopra i 6.000 euro lordi.
Fondo da 850 milioni per la nuova Quota 100 e Ape sociale
In manovra arriva anche un fondo da 850 milioni l’anno per il triennio 2027-2029 “per il supporto in uscita dal mercato del lavoro”. È la misura che la Lega indica come superamento della Fornero. L’idea: uscita a 64 anni con 36 anni di contributi, estendendo anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, ma con ricalcolo contributivo dell’assegno e quindi taglio dell’importo.
Durissimo il commento di Elsa Fornero: “Una misura sfacciata e ingannevole, l’ennesima trovata di breve periodo di un signore a caccia di voti, finanziata con una nuova imposta a carico dei pensionati”.
Confermata anche la proroga dell’Ape sociale nel 2027 per chi ha 63 anni e 6 mesi: disoccupati, caregiver, invalidi e mansioni gravose. Finanziamento da 180 milioni nel 2027 e 370 nel 2028, con risorse fino al 2032. Resta il divieto di cumulo con redditi da lavoro, salvo occasionale fino a 5.000 euro lordi.


