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L’Italia paga i ritardi della Germania sul gas: stoccaggi insufficienti e prezzi oltre i 104 euro

Pubblicato: 31/10/2026 14:21

L’Europa si avvicina all’inverno con una disponibilità di gas non uniforme. Alcuni Paesi hanno completato per tempo il riempimento delle riserve, mentre altri hanno aspettato troppo a lungo, nella speranza di acquistare metano a prezzi più bassi. Una strategia che, almeno per ora, non ha dato i risultati sperati. Le conseguenze rischiano però di coinvolgere anche gli Stati che si sono preparati meglio, a causa delle strette connessioni tra i mercati energetici europei.

L’Italia si trova tra i Paesi che hanno rispettato gli obiettivi di riempimento degli stoccaggi. Una condizione importante, ma che non garantisce da sola la sicurezza degli approvvigionamenti durante i mesi più freddi. A ricordarlo è Agostino Scornajenchi, amministratore delegato di Snam, la società che gestisce l’infrastruttura nazionale del gas. Il manager ha sottolineato che il nostro Paese ha fatto la propria parte, portando le riserve oltre il 90% della capacità complessiva. Il problema è che il sistema italiano non può essere considerato isolatamente, perché fa parte di una rete europea nella quale le difficoltà di un singolo Stato possono avere ripercussioni sugli altri.

Germania e Olanda, stoccaggi ancora troppo bassi

Le maggiori preoccupazioni riguardano soprattutto Germania e Olanda, due economie che arrivano all’appuntamento con la stagione fredda con riserve sensibilmente inferiori a quelle italiane. I depositi tedeschi risultano pieni soltanto al 61%, mentre quelli olandesi raggiungono il 65%. Si tratta di livelli che rendono più difficile affrontare eventuali aumenti della domanda, soprattutto in presenza di temperature particolarmente rigide.

Con l’inverno ormai alle porte, entrambi i Paesi sono stati costretti a rivolgersi al mercato per acquistare ulteriori quantità di metano. Gli acquisti sul mercato spot, dove il gas viene comprato con consegna ravvicinata, hanno contribuito ad alimentare la pressione sulle quotazioni. Il risultato è un aumento dei prezzi che non riguarda soltanto gli Stati con le riserve più basse, ma si estende all’intero mercato europeo.

Al Ttf di Amsterdam, il principale riferimento per il prezzo del gas in Europa, i contratti con consegna a dicembre hanno superato i 104 euro per megawattora. Un livello particolarmente elevato, che rischia di trasformarsi in un problema anche per l’Italia. Il Paese, infatti, pur avendo riempito adeguatamente i propri depositi, non è isolato dalle dinamiche che interessano gli altri mercati nazionali. Come ha osservato Scornajenchi, sarà necessario valutare con attenzione gli effetti di eventuali picchi di consumo negli altri Stati europei.

Perché l’aumento del gas pesa anche sulle bollette italiane

Il collegamento tra le quotazioni del metano e il costo dell’elettricità rappresenta uno degli aspetti più importanti della questione. In Italia il gas viene utilizzato in misura significativa per produrre energia elettrica. Quando il prezzo della materia prima aumenta, anche i costi di produzione possono salire, con conseguenze sulle quotazioni dell’elettricità all’ingrosso.

È questo il motivo per cui le difficoltà di Germania e Olanda possono avere effetti anche sulle bollette italiane. Il sistema europeo degli approvvigionamenti è interconnesso e le tensioni sui prezzi non rimangono necessariamente circoscritte ai Paesi che devono acquistare più gas. Anche gli Stati con scorte sufficienti possono quindi ritrovarsi a pagare una parte dei rincari provocati dalla maggiore domanda internazionale.

La situazione rischia così di creare un paradosso: l’Italia ha riempito i propri stoccaggi, ma potrebbe comunque subire le conseguenze dei ritardi accumulati da altri Paesi europei. Una circostanza che rende più complicata la gestione della spesa energetica proprio mentre famiglie e imprese si preparano ad affrontare i consumi dei mesi invernali.

Il governo studia un tetto al prezzo del gas

Per cercare di contenere gli aumenti, il governo italiano sta lavorando a un intervento sul prezzo del metano. L’obiettivo è introdurre un tetto al prezzo del gas a partire dal 2027, attraverso il nuovo decreto Bollette. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato che il provvedimento dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

La misura è ancora in fase di definizione e i tecnici stanno lavorando soprattutto sulle modalità di applicazione. Il rischio da evitare riguarda gli effetti che un prezzo amministrato potrebbe produrre sul mercato internazionale. Se il gas venduto in Italia diventasse sensibilmente più economico rispetto a quello disponibile negli altri Paesi, potrebbe aumentare la domanda da parte degli operatori esteri.

In questo scenario, una parte del metano disponibile sul mercato italiano verrebbe acquistata anche dall’estero, riducendo i benefici dell’intervento per i consumatori nazionali. È il paradosso che il governo vuole evitare: abbassare il prezzo del gas in Italia senza riuscire a garantire che il risparmio si traduca effettivamente in bollette più leggere per famiglie e imprese.

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