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“Quel gesto, tutti in lacrime”. Militari italiani morti: cosa è successo ai funerali

Pubblicato: 03/11/2026 12:28

Roma si è stretta attorno alle famiglie dei quattro militari italiani deceduti nel tragico incidente che ha coinvolto un elicottero CH-47 impegnato nella missione Eufor in Bosnia. Le solenni esequie si sono celebrate nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, dove una folla commossa ha accolto i feretri avvolti nel tricolore, portati a spalla dai commilitoni e scortati dal picchetto d’onore. La cerimonia ha reso omaggio al sergente dell’Aviazione dell’Esercito Simone Ruggia, al parigrado Claudio Marchesi, al tenente del Corpo militare della Croce Rossa Franco Adriano Zecchillo e alla sergente Laura Procacci.
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Alla funzione religiosa hanno presenziato le massime cariche istituzionali e politiche del Paese, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera, i leader dell’opposizione Elly Schlein e Giuseppe Conte, oltre ai vertici delle forze armate.

Le parole dell’omelia e la commemorazione del ministro

Durante la funzione religiosa, l’ordinario militare monsignor Gian Franco Saba ha ricordato con profonda commozione il sacrificio dei quattro connazionali: “Erano seminatori di germogli di pace”. Nel corso dell’omelia, l’officiante ha evidenziato il valore del loro operato sottolineando che “Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura hanno intuito che dedicare la vita per il sevizio è anticipazione del paradiso”. L’ecclesiastico ha poi aggiunto che i quattro giovani “hanno intuito che l’amore per l’umanità in certi contesti richiede dedizione per addestrarsi ad operare con prontezza e competenza a beneficio della pace, della custodia tra i popoli, dell’intervento sanitario in possibili situazioni di criticità e di emergenza. Hanno messo a disposizione i loro talenti e competenze”.

Nel suo messaggio di commemorazione, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha richiamato l’unità delle istituzioni di fronte alla tragedia: “La Repubblica è qui a questo funerale, lo Stato unito è qui senza divisioni per rendere omaggio a questi quattro fratelli, la famiglia della Difesa è qui, con i famigliari, per voi erano i vostri figli e sono “diventati simboli dell’orgoglio e della gioia di servire”.

L’iniziativa in Bosnia e la testimonianza sul luogo dell’incidente

La memoria dei quattro militari italiani rimasti vittime del disastro aereo verrà perpetuata anche nel territorio in cui si è verificato il drammatico evento. Le autorità locali della Bosnia hanno reso nota la volontà di erigere un monumento commemorativo nei pressi del punto preciso dello schianto, quale segno di imperitura gratitudine per il servizio prestato nell’ambito del contingente internazionale.

A rivelare il profondo impatto umano e diplomatico dell’iniziativa è stato lo stesso titolare della Difesa durante l’esequie romane: “Sono andato a vedere il resto dell’elicottero ed ero accompagnato da tutte le autorità della Bosnia. Quando sono arrivato per la partenza si sono avvicinate: c’erano un musulmano, un ortodosso e un cattolico. Si odiano da generazioni. E mi hanno detto: Non riusciamo mai a trovare l’accordo su nulla, ma ci siamo messi d’accordo in un secondo oggi ‘Noi costruiremo un monumento che ricordi questi quattro ragazzi” ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto durante i funerali.

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