
Una drammatica ed eroica risposta operativa da parte delle forze dell’ordine segna le ore più buie di un immane dramma internazionale, dove l’abnegazione straordinaria di uomini in divisa ha impedito che una sanguinosa carneficina assumesse proporzioni ancor più devastanti. Tra le concitate manovre d’emergenza nei reparti di rianimazione per salvare la vita ai servitori dello Stato gravemente feriti, gli accorati appelli delle istituzioni di governo alla cittadinanza e l’imponente spiegamento della magistratura inquirente per completare i rilievi scientifici sui luoghi del disastro, la nazione si stringe in un doloroso cordoglio. Un’azione di eccezionale valore che lascia un segno indelebile.
Dramma ed eroismo a Cracovia, dove il bilancio complessivo della tragedia sale a nove morti: sei persone falciate dalla follia omicida durante l’attentato e tre familiari trovati privi di vita nell’abitazione dell’aggressore. A lottare tra la vita e la morte in condizioni critiche dopo essere stato raggiunto da tre proiettili è l’agente Jakub Kulik, intervenuto con decisione per bloccare il killer. Il ministro della Giustizia polacco Waldemar Żurek ha lanciato un disperato appello pubblico per reperire sangue di gruppo AB Rh+, essenziale per salvargli la vita a causa di una lesione al polmone: «L’agente Jakub Kulik, che ha affrontato senza esitazione un aggressore armato, sta lottando per la vita in ospedale. Ha un polmone compromesso e ha bisogno di ogni singola goccia di sangue. È necessario sangue di gruppo AB Rh+». Grave anche il secondo poliziotto intervenuto, il sergente Artur Morański, così come versa in condizioni serie lo stesso attentatore.
Tre dei cinque ricoverati all’Ospedale Universitario versano in stato gravissimo. Il ministro ha espresso profonda gratitudine per il coraggio dei due sergenti: «Se non fosse stato per loro, il bilancio delle vittime del massacro avvenuto a Cracovia sarebbe stato inimmaginabile. Hanno affrontato un terrorista armato di un’arma automatica, hanno risposto al fuoco e hanno fermato l’assassino facendo scudo con i propri corpi. Uno di loro sta lottando tra la vita e la morte in ospedale, dopo essere stato colpito da tre proiettili; anche l’altro è rimasto ferito. Un eroismo senza confini».
Le indagini, le raccomandazioni e il lutto nazionale
Sul fronte investigativo, Żurek ha rassicurato la popolazione dichiarando: «La situazione a Cracovia è sotto controllo. Sul posto stanno lavorando sette procuratori della procura distrettuale, della procura regionale e del reparto territoriale per i reati contro la criminalità organizzata della procura Nazionale, mentre i servizi stanno assicurando le tracce e i luoghi di residenza del colpevole». Il ministro ha poi ringraziato soccorritori e personale sanitario, rivolgendo un chiaro invito alla cautela: «Invio un appello ai residenti e ai turisti affinché rimangano in casa e negli hotel nella zona delle attività dei servizi, e ai media e agli internauti affinché non pubblichino foto e video dal luogo della tragedia. Rispettiamo la memoria delle vittime e lasciamo lavorare i servizi».
Il massacro, avvenuto sabato 7 novembre nella centralissima piazza del Mercato, ha causato 16 feriti, tra cui figurano anche alcuni vetturini delle storiche carrozze trainate da cavalli. Di fronte alla dimensione della tragedia, la Polonia ha proclamato due giorni di lutto nazionale per le giornate di domenica 8 e lunedì 9 novembre.


