
Un appello accorato e nuove dichiarazioni da parte di Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich, la donna trovata morta a Trieste il 5 gennaio 2022, la cui vicenda resta avvolta dal mistero. Indagato per l’omicidio della moglie, Visintin è intervenuto ieri sera a Porta a Porta, replicando duramente alle accuse avanzate da Claudio Sterpin, amico della vittima.
«È vergognoso che si parli di mia moglie dicendo che voleva lasciarmi, che doveva andare via: chiedo rispetto per lei che non può più rispondere», ha detto Visintin, respingendo l’idea di una crisi coniugale. «Il giorno della sua scomparsa io l’ho salutata, sono uscito e non l’ho più rivista. Pensavo di morire, mi ci sono voluti due anni per riprendermi».
L’ipotesi del suicidio e il mistero della GoPro
Visintin ha ribadito di credere nell’ipotesi di un suicidio: «Liliana è uscita lasciando a casa documenti, portafogli, la fede. Aveva fatto le lavatrici, sistemato tutto. Io all’inizio pensavo a un complotto, anche per come è stato trovato il corpo».
Ha poi affrontato la questione della GoPro, sequestrata dalla procura e restituita solo nel giugno 2023. «Hanno scaricato tutto il contenuto, poi l’ho formattata. Che senso ha lasciare i file lì dentro se io li salvo sui miei hard disk?», ha spiegato, ricordando che gli investigatori hanno già acquisito tutti i suoi dispositivi di memoria.
Le perizie contrastanti e la richiesta di un nuovo esame
Sul piano medico-legale, Visintin ha sottolineato le contraddizioni tra le due perizie finora svolte e ha chiesto una terza valutazione indipendente: «La prima e la seconda dicono cose opposte. Inoltre il corpo di mia moglie è rimasto cinque giorni a temperatura ambiente in obitorio: è chiaro che questo ha compromesso gli esami».
Infine, un appello: «Se c’è qualcuno che può dire che io abbia mai litigato con qualcuno, lo dica. Non ho mai alzato le mani su nessuno, men che meno su mia moglie. Io sono sereno, non c’entro nulla con la sua morte. Ma voglio che si faccia chiarezza, a 360 gradi, su tutti».
La Procura di Trieste ha disposto nuove indagini, mentre il caso Resinovich resta uno dei più intricati e controversi degli ultimi anni.


