
Un semplice errore di battitura, una virgola mancante nel codice fiscale, ha privato una famiglia di Montesilvano (Pescara) di un sostegno economico vitale. A pagarne le conseguenze è un bimbo di appena un anno, affetto da gravi patologie cardiache, per il quale l’Inps non ha ancora riconosciuto l’indennità di accompagnamento. Una storia di burocrazia e dolore, dove un dettaglio formale ha bloccato per mesi un diritto fondamentale.
La madre ha raccontato al Messaggero l’assurdità della vicenda: «Il denaro per noi sarebbe di vitale importanza. Da parte nostra abbiamo fatto tutto il possibile per sistemare le pratiche, ma l’errore non è stato corretto». L’anomalia, originata all’ufficio anagrafe di Roma durante la registrazione del neonato, riguarda l’assenza di una virgola tra i due nomi. Da lì, la catena di errori: codice fiscale errato, verbale mai arrivato e nessun pagamento.
L’errore burocratico e il verbale mai consegnato

Secondo quanto riferito dalla famiglia, la pratica di invalidità del bambino è stata seguita con scrupolo. Dopo la richiesta alla commissione medico-legale, era arrivato il riconoscimento con la nota di correzione del codice fiscale. Tuttavia, il verbale non è mai stato recapitato, e di conseguenza nessuna somma è stata erogata. «Abbiamo fatto tutto in regola – spiega la madre – ma nonostante la correzione, l’Inps continua a negare la liquidazione e gli arretrati di un anno e mezzo».
Una situazione definita «intollerabile» da Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine determinate, che ha preso in carico il caso: «Stanno negando diritti costituzionali a un bambino con una disabilità gravissima. È inaccettabile che una virgola possa pesare più della vita di una famiglia».
La battaglia quotidiana e le operazioni al cuore
Dietro le carte, c’è la lotta di una madre che non si arrende. «Quando ero in attesa del mio terzo figlio – racconta – mi avevano già diagnosticato la malformazione cardiaca. Per motivi etici e religiosi ho scelto di portare avanti la gravidanza, con parto programmato all’ospedale Gemelli di Roma».
Da allora il piccolo ha affrontato un percorso durissimo: tre interventi chirurgici, di cui due a cuore aperto, e dovrà affrontarne molti altri per adattare la parte artificiale del cuore alla crescita. Ogni operazione è una prova di forza, aggravata dall’incertezza economica.
Oggi la famiglia attende ancora una risposta dall’Inps, sperando che quella virgola mancante non continui a cancellare un diritto.


