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Romina Power, le parole shock: “La verità su mia figlia Ylenia”

Pubblicato: 23/11/2025 08:52

Una voce che non tace più, un racconto che arriva dritto dal cuore e che Romina Power ha deciso di condividere ora, a distanza di decenni da quel gennaio del 1994 che ha stravolto per sempre la sua vita. L’artista, che nel nuovo libro Pensieri profondamente semplici ripercorre la sua storia lontano dalle distorsioni dei media, affronta finalmente ciò che per anni ha custodito in silenzio: la scomparsa di Ylenia. La data d’uscita del volume non è casuale. «Il 29 novembre nasceva Ylenia», racconta, ricordando il parto nella Villa del Rosario, la radiosina che suonava e quell’ostetrica che avrebbe poi fatto nascere anche gli altri figli.


Romina confessa che, fino al 1994, conservava ritagli di giornale, poi smise. Da allora, per Ylenia e per il divorzio, «hanno parlato tutti tranne me». E ora rompe il silenzio: «Beh, qui a Milano c’era un giornale che si chiamava La Notte. Fece un titolo cubitale: “Ylenia è morta”. Senza prove, senza niente. Ma come si deve sentire una madre che ha la speranza nel cuore?».

“Troppe bugie su mia figlia”: il dolore, il rispetto, la verità

La ferita più profonda, racconta, non sono state solo le illazioni, ma la crudeltà con cui venivano diffuse. «Hanno anche detto che tenevamo Ylenia nascosta in casa pur di farci pubblicità», aggiunge. Ancora più doloroso ciò che fu inventato sulla ragazza: «Che facesse uso di droga, che avesse scelto lei di buttarsi nel Mississippi». Ma Romina ribadisce con fermezza: «Ylenia era curiosa, brillante, le mancava un esame per laurearsi al King’s College. E sapeva nuotare. Non ho mai creduto alla versione del guardiano dell’Acquario».
Il dolore della famiglia fu immenso, soprattutto per il secondogenito: «Yari è quello che ha sofferto di più. Era legatissimo a Ylenia. Tornò più volte in Louisiana a inseguire indizi». Sono ricordi dolci e struggenti quelli che emergono dal passato: «Dormivamo in macchina sotto le stelle perché negli hotel non c’era posto».

Un unico abbraccio famoso arrivò da Sophia Loren, che telefonò in lacrime. «Mi era vicina da mamma a mamma». È uno dei pochi gesti che Romina ricorda con gratitudine. Tra le domande più delicate, quella che riguarda la frattura definitiva con Al Bano. «Può darsi che abbia contribuito…» dice, senza rancore, solo con una consapevolezza maturata col tempo. Poi, l’ultimo, potente sigillo: la fede incrollabile nel legame invisibile con sua figlia. «Sì, ci credo. Una madre conserva un cordone ombelicale invisibile. Se Ylenia fosse morta lo avrei sentito». E il suo ultimo appello è un grido d’amore: «Servirebbe una Fondazione per le ragazze scomparse: per dire loro che non sono state dimenticate».

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