
È un’annuncio che profuma di riscatto e orgoglio quello che accompagna la nomina di Federica Brignone come portabandiera dell’Italia Team ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. La campionessa azzurra dello sci alpino, dopo mesi segnati dalla fatica e dal recupero fisico, vede così coronato un sogno coltivato nel silenzio e nella determinazione più assoluta. La conferma è arrivata dal Coni, suggellando un percorso personale e sportivo che si intreccia con uno degli eventi più attesi della storia recente dello sport italiano.
«È il sogno che si realizza. Dal giorno dell’infortunio è stata la motivazione per lottare e rialzarmi. Grazie a tutti coloro che mi sono stati vicini da sempre e ancora di più in questi mesi. Ringrazio il presidente Buonfiglio per avermi concesso l’onore di essere la Portabandiera alle Olimpiadi in Italia», ha dichiarato Brignone, affidando alle sue parole tutta l’emozione di un traguardo che va oltre la competizione.

La rinascita dopo l’infortunio
La nomina arriva al termine di un periodo complesso, segnato da un infortunio che aveva messo in dubbio non solo la continuità agonistica, ma anche la serenità di un’atleta abituata a misurarsi sempre al massimo livello. Proprio da quel momento difficile è nata una nuova spinta interiore, trasformata in forza quotidiana. L’idea di sfilare con il tricolore davanti al mondo intero è diventata una bussola, un obiettivo capace di dare senso a ogni sacrificio.
La cerimonia di apertura è fissata per il 6 febbraio 2026 e si svolgerà in contemporanea tra Milano e Cortina d’Ampezzo, due luoghi simbolo della candidatura italiana. Accanto a Brignone ci sarà Amos Mosaner, volto di punta del curling azzurro e già campione olimpico a Pechino 2022 nella prova mista insieme a Stefania Constantini. Una scelta che unisce discipline diverse ma accomunate da risultati storici e da un forte valore rappresentativo.
Un simbolo per lo sport italiano
Essere portabandiera non significa soltanto guidare la delegazione nella sfilata inaugurale, ma incarnare un messaggio di resilienza, impegno e appartenenza. In questo senso, la figura di Federica Brignone assume un significato ancora più profondo: la sua storia recente parla di cadute e risalite, di obiettivi rimessi a fuoco e di fiducia ritrovata.
Il riconoscimento del Coni e del presidente Buonfiglio suggella non solo i risultati sportivi, ma anche il valore umano di un’atleta che ha saputo trasformare un momento di difficoltà in una nuova partenza. Milano Cortina 2026 si prepara così ad aprirsi sotto il segno di una bandiera che racconta, prima di tutto, una storia di rinascita.


