
Sandokan si presenta come una grande produzione televisiva capace di parlare a un pubblico globale, ma anche come un’operazione che ambisce a trasformarsi in una vetrina internazionale per la Calabria. Le immagini più iconiche, quelle che hanno già catturato l’attenzione degli spettatori, mostrano Can Yaman lanciato al galoppo su spiagge candide e scenografiche. Quelle sequenze, ambientate nella mitica Lapuan, sono state girate alle Grotticelle di Capo Vaticano, spesso definite i caraibi calabresi. Un colpo d’occhio potente, ma isolato, se rapportato all’intero impianto produttivo della fiction.
Leggi anche: “Non potrà vedere Sandokan!”. Grave lutto per Can Yaman
Le location reali di Sandokan
Nonostante il contributo di 800 mila euro erogato dalla Film Commission Calabria alla casa di produzione Lux Vide, la serie è stata realizzata quasi interamente lontano dalla regione. Un’inchiesta giornalistica ha ricostruito nel dettaglio la mappa delle riprese, rivelando come il cuore produttivo di Sandokan sia stato collocato prevalentemente tra Lazio e Toscana.
Le riprese principali si sono concentrate a Formello, in provincia di Roma, dove i teatri di posa Lux Vide hanno ospitato ambientazioni cruciali come il consolato di Labon, le prigioni e persino Singapore. Anche le scene ambientate in mare non sono state girate in esterni: la produzione ha scelto la ricostruzione in studio, utilizzando un ledwall di circa 300 metri quadrati, capace di simulare tre diverse navi, inclusa quella del protagonista. Sempre in studio è stata ricreata anche l’isola della Reunion.
La vegetazione esotica, elemento centrale nell’immaginario di Sandokan, è stata invece ricostruita tra Roma e il lago di Vico, con set allestiti ad Albano Laziale e Tivoli. A completare il quadro, alcune riprese sono state effettuate anche a Firenze e nelle aree limitrofe.

La presenza limitata della Calabria
La Calabria compare complessivamente in quattro location. Oltre alle già citate Grotticelle, utilizzate per una singola scena a cavallo sulla spiaggia, le riprese hanno coinvolto Le Castella, sulla costa ionica, dove è stato ricostruito il porto di Lapuan. I laghi La Vota di Gizzeria sono serviti come specchio d’acqua antistante il porto, mentre Lamezia Terme è stata impiegata come backlot per la realizzazione delle scenografie.
Una presenza dunque circoscritta, se confrontata con le aspettative create attorno alla serie. Alla prima della fiction-evento, il presidente della Regione aveva parlato di un progetto destinato a portare la Calabria “nelle case di tutto il mondo”, sottolineando come il pubblico avrebbe potuto visitare i luoghi reali del kolossal. Dichiarazioni che puntavano molto sull’impatto turistico dell’operazione.

Promozione e aspettative disattese
È proprio qui che emerge la contraddizione evidenziata dall’inchiesta: il turista che deciderà di raggiungere la Calabria sulle tracce di Sandokan scoprirà che, al di là della spiaggia e del castello, gran parte delle ambientazioni viste sullo schermo non appartengono al territorio regionale. L’effetto promozionale, almeno sul piano della riconoscibilità dei luoghi, rischia quindi di risultare limitato.
Se l’obiettivo dichiarato era la valorizzazione della Calabria, la scelta produttiva di concentrare la maggior parte delle riprese altrove solleva interrogativi sull’efficacia dell’investimento pubblico. In definitiva, Sandokan offre alla regione immagini suggestive ma frammentarie, lasciando la sensazione che, forse, qualche scena in più a cavallo sulle spiagge calabresi avrebbe rafforzato davvero il legame tra la fiction e il territorio.


