
La serata televisiva di ieri, domenica 14 dicembre, ha lanciato un segnale inequivocabile che risuona come un campanello d’allarme nei corridoi della Rai. La gara per la prima serata ha visto la netta vittoria di Canale 5 con il game show “Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo”, condotto dall’evergreen Gerry Scotti, che ha dominato la fascia con 2.189.000 spettatori e un solido share del 19,7%. Un risultato eccellente per Mediaset.
Dall’altra parte, il dato che preoccupa è quello di Rai 1: “Sarà Sanremo”, l’appuntamento cruciale che ha svelato i giovani in gara e i titoli dei brani dei Big per il prossimo Festival, si è dovuto accontentare della medaglia d’argento. La serata, condotta da Carlo Conti, ha interessato solo 1.733.000 spettatori, pari a un ben più modesto 12,3% di share. Un distacco di oltre sette punti percentuali dalla concorrenza non può essere ignorato, specialmente quando in gioco c’è il traino promozionale per la kermesse musicale più importante d’Italia.
Un flop che pesa
Il risultato di “Sarà Sanremo” è, senza mezzi termini, un flop che non offre certo la migliore delle premesse per l’edizione del Festival guidata da Carlo Conti. Se un evento che funge da vetrina per il principale show dell’anno non riesce ad avvicinare la soglia del 20% di share e viene battuto con facilità da un classico del quiz, la domanda sorge spontanea: qual è l’interesse reale del pubblico verso questa imminente edizione del Festival?
Il 12,3% di share è un numero troppo basso per un programma che dovrebbe generare hype e mobilitare la base di spettatori fedeli di Rai 1 in vista della settimana sanremese. Questo dato non solo riflette una potenziale saturazione del format o una minore attrattiva delle scelte artistiche, ma offre anche un prezioso assist al concorrente diretto, Mediaset, per affondare il colpo durante la settimana clou di febbraio. La debolezza del trampolino di lancio di “Sarà Sanremo” si traduce in un punto di vulnerabilità per l’intero evento.

Le critiche al cast di Conti e il rimpianto per Amadeus
A rendere ancora più fragile la posizione di Sanremo contribuiscono le voci critiche che hanno immediatamente seguito l’annuncio dei Big in gara, avvenuto proprio durante la serata di “Sarà Sanremo”. Molti addetti ai lavori e fan del Festival hanno espresso perplessità sul cast selezionato da Carlo Conti, giudicandolo meno incisivo e con pochi nomi altisonanti in grado di attrarre l’attenzione del grande pubblico e, soprattutto, delle fasce giovanili.
Dopo cinque edizioni targate Amadeus, caratterizzate da una fortissima impronta pop e da una capacità unica di intercettare gli artisti più in voga del momento, generando un traino social e mediatico senza precedenti, la scelta di Conti viene percepita come un passo indietro verso un profilo meno glamour. C’è chi apertamente rimpiange l’era Amadeus e la sua formula vincente, temendo che la nuova edizione manchi di quel mordente necessario per fare il pieno di ascolti e per resistere all’assalto della concorrenza. Se già la fase di lancio è zoppicante, la scelta di un cast meno “forte” rischia di peggiorare le cose nella settimana decisiva.

La minaccia Scotti e la Ruota della Fortuna
Le voci di corridoio, spesso profetiche nel mondo della televisione, sussurrano un piano che, se attuato da Pier Silvio Berlusconi, potrebbe trasformarsi in un vero incubo per Viale Mazzini. Si vocifera che durante le serate del Festival di Sanremo, Canale 5 potrebbe schierare il suo asso pigliatutto: La Ruota della Fortuna.
Questo storico game show, riportato in auge e condotto da Gerry Scotti, ha già dimostrato una forza d’ascolto eccezionale nell’access prime time, dominando costantemente la fascia. Schierare un programma di tale impatto in prima serata, con la sua formula leggera, popolare e ad alta fidelizzazione, rappresenterebbe una dichiarazione di guerra aperta contro l’evento Rai.
Se “Chi Vuol Essere Milionario” è stato in grado di superare “Sarà Sanremo” con quasi 2,2 milioni di spettatori e uno share vicino al 20% con una sola puntata, si può facilmente immaginare il potenziale dirompente di una settimana intera di “Ruota della Fortuna” potenziata e schierata in modo aggressivo contro Sanremo.
La necessità di reagire di Carlo Conti
Per Carlo Conti, che torna alla guida del Festival dopo diverse edizioni di successo targate Amadeus, la sconfitta di “Sarà Sanremo” si configura come la prima vera, grande difficoltà. L’obiettivo di una rassegna canora come Sanremo non è solo fare numeri, ma garantire un dominio assoluto sulla concorrenza, data l’importanza mediatica e il costo del prodotto.
La possibilità che Pier Silvio Berlusconi decida di affiancare l’intero Festival con un’edizione speciale o potenziata de La Ruota della Fortuna è un fattore che Carlo Conti e la Rai non possono permettersi di sottovalutare. In questo scenario, la tenuta del Festival potrebbe essere seriamente compromessa, rischiando un flop che avrebbe ripercussioni non solo sugli ascolti, ma anche sull’immagine della rete ammiraglia Rai.
Conti si trova ora di fronte a una necessità di reazione immediata. È fondamentale che la macchina organizzativa del Festival si attivi per generare un livello di interesse e curiosità tale da non lasciare scampo a nessuna controprogrammazione. La qualità artistica, la scelta degli ospiti e l’appeal della co-conduzione dovranno essere ai massimi livelli per scongiurare che i numeri deboli di “Sarà Sanremo” e le critiche al cast siano solo un’amara anticipazione. Il duello per la prima serata è appena iniziato, e per la Rai la posta in gioco è altissima.


