
La Russia si starebbe preparando a proseguire la guerra in Ucraina anche nel prossimo anno. L’allarme arriva direttamente dal presidente Volodymyr Zelensky, che in un messaggio diffuso su Telegram parla di «ulteriori segnali» provenienti da Mosca, non solo sul piano politico ma anche militare.
Secondo il leader ucraino, «questi segnali non riguardano solo noi» e devono essere colti e affrontati dai partner internazionali, in particolare dagli Stati Uniti. Zelensky contesta apertamente la narrazione secondo cui il Cremlino sarebbe interessato a porre fine al conflitto: «Dalla Russia si sente una retorica completamente diversa, accompagnata da ordini ufficiali dell’esercito», scrive, invitando gli alleati non solo a osservare ma a reagire.
Il messaggio arriva in un contesto di crescente rigidità da parte russa. Mosca ha respinto l’ipotesi di una tregua natalizia, ha chiuso alla presenza di truppe Nato sul territorio ucraino e ha ribadito il rifiuto di qualsiasi compromesso sul Donbass. Posizioni che raffreddano le aspettative nate dopo il recente vertice di Berlino, che aveva lasciato intravedere spiragli diplomatici.
Nonostante il clima, Zelensky annuncia che le proposte negoziali discusse con gli americani saranno finalizzate entro pochi giorni. Una volta completate, sarà Washington a presentarle ufficialmente al Cremlino, nel tentativo di verificare se esistano reali margini di dialogo.
Sul fronte europeo, l’Unione europea accelera invece verso un accordo sull’uso degli asset russi congelati, tema centrale alla vigilia del summit di giovedì. In questo quadro, l’Italia mantiene una posizione cauta, chiedendo garanzie giuridiche e politiche prima di compiere passi definitivi.


