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Pensioni, strette sull’anticipata e spinta ai fondi: cosa cambia nella manovra

Pubblicato: 17/12/2025 23:19

Due strette che allontanano l’uscita dal lavoro e una decisa spinta verso la previdenza complementare, in particolare i fondi pensione ai quali il ministro Giorgetti chiede da tempo di investire nell’economia italiana. Le pensioni entrano così nel pacchetto di modifiche alla manovra depositate dal governo: limiti al riscatto della laurea per l’accesso all’anticipata, nuove finestre mobili e un meccanismo che incentiva la tacita adesione dei lavoratori ai fondi pensione.

Riscatto della laurea

La penalizzazione sul riscatto della laurea e dei diplomi affini scatterà per chi, dal 2031, maturerà i requisiti contributivi per la pensione di anzianità (oggi 42 anni e 10 mesi per gli uomini e un anno in meno per le donne, soglia destinata a salire dal 2027). Restano esclusi coloro che hanno già avviato percorsi di uscita con fondi di solidarietà, isopensione o contratti di espansione.

La premier Meloni ha chiarito che l’emendamento sarà corretto e che la misura non avrà effetto retroattivo. Per gli altri, il riscatto continuerà a incidere sull’importo dell’assegno, ma conterà sempre meno nel calcolo dell’anzianità contributiva: la penalizzazione partirà da sei mesi nel 2031 e aumenterà di sei mesi l’anno fino a raggiungere i trenta mesi nel 2035. Un intervento che, secondo la relazione tecnica, genera economie per 2 miliardi nel quinquennio. Dura la critica di Arturo Scotto (Pd), che parla di misura «a gamba tesa» e senza confronto con le parti sociali.

Salvini, l’intervento sul riscatto di laurea

«Non mi sembra il momento di allungare l’età pensionabile e rendere difficile riscattare gli anni di laurea. Già oggi gli italiani sono quelli che vanno in pensione in Europa più tardi degli altri» Sono le parole di Matteo Salvini a Porta a Porta.

Le parole di Claudio Borghi

Borghi: “Nessun aumento”

Il senatore della Lega Claudio Borghi ha annunciato il deposito di un emendamento che cancella le parti sulle pensioni, in particolare finestre e riscatto della laurea, sostituendole con una copertura individuata nell’Irap sulle banche, definita «clausola di salvaguardia». L’obiettivo è eliminare le misure più contestate contenute nel maxi-emendamento alla manovra.

«Non c’è alcuna intenzione di alzare l’età pensionabile né di scippare il riscatto della laurea», ha ribadito Borghi, definendo le norme inserite semplici clausole di salvaguardia predisposte per compensare un eventuale aumento delle pensioni anticipate, incentivate dal nuovo schema 64 anni più 25 di contributi, che include anche la previdenza complementare. Secondo il parlamentare, il sistema sarà monitorato anno per anno e non porterà ad aumenti automatici delle finestre né a penalizzazioni sui riscatti.

Finestre e critiche sindacali

Resta però la partita delle finestre mobili, che separano la maturazione dei requisiti dall’erogazione dell’assegno. Dai tre mesi attuali si passerà a quattro nel 2032-33, cinque nel 2034 e sei mesi dal 2035, con economie complessive di 3,3 miliardi. Insieme all’adeguamento alla speranza di vita, l’accesso alla pensione anticipata arriverebbe così a 43 anni e 9 mesi di contributi nel 2035. Dura la reazione della Cgil, che parla di «altro che flessibilità», «peggio della Fornero», «una follia».

Novità sul Tfr

Tra le modifiche più rilevanti, dal prossimo luglio i neoassunti del settore privato (escluso il lavoro domestico) saranno iscritti automaticamente alla previdenza complementare prevista dal contratto, con possibilità di rinuncia entro sessanta giorni. La stima è di circa 100mila adesioni tacite l’anno. Nel 2024, su 800mila adesioni, solo 55mila sono arrivate tramite silenzio-assenso, secondo la Covip.

Un ultimo intervento amplia la platea delle aziende obbligate a versare al fondo Inps per l’erogazione del Tfr: l’obbligo scatterà anche per le imprese che superano i 50 dipendenti dopo l’anno di avvio dell’attività. Coinvolti circa 2,5 milioni di lavoratori.

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Ultimo Aggiornamento: 17/12/2025 23:56

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