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Torino nel caos! Scontri violentissimi al corteo pro Askatasuna: 9 agenti feriti

Pubblicato: 20/12/2025 10:13

La manifestazione di oggi a Torino si è trasformata in un corteo ad alta tensione, organizzato contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna e annunciato fin dalla vigilia come un appuntamento a rischio per l’ordine pubblico. La protesta è partita nel primo pomeriggio da Palazzo Nuovo e ha attraversato diverse zone centrali della città, richiamando attivisti da tutta Italia e imponendo un massiccio dispositivo di sicurezza.

Il percorso si è sviluppato tra via Napione e corso Regina Margherita, fino ai pressi dell’area dell’ex centro sociale. Fin dalle prime fasi, la situazione è apparsa delicata, con un clima di forte contrapposizione tra manifestanti e forze dell’ordine e una città di fatto blindata.

Motivazioni politiche e solidarietà internazionale

La mobilitazione nasce come risposta politica allo sgombero di uno spazio occupato da circa trent’anni e considerato simbolico da una parte del movimento antagonista. Gli organizzatori hanno presentato il corteo come una protesta contro le scelte del governo e come una difesa delle reti solidali cittadine, richiamando anche temi internazionali e la solidarietà alla Palestina.

Nel corteo hanno sfilato anche esponenti del mondo culturale e musicale, mentre non sono mancate prese di posizione politiche, con slogan diretti contro le istituzioni e contro l’amministrazione cittadina. La partecipazione è stata definita dagli stessi promotori come molto ampia, con migliaia di persone in strada.

Scontri, incendi e nove feriti tra i poliziotti

I momenti più critici si sono registrati nel tardo pomeriggio, quando il corteo si è avvicinato al punto più vicino ad Askatasuna. La polizia ha cercato di impedire l’avanzata utilizzando idranti e lacrimogeni, mentre dalla parte dei manifestanti sono partiti petardi, pietre, bottiglie e il trascinamento di cassonetti al centro della carreggiata.

Alcuni cassonetti sono stati incendiati, bloccando il traffico e creando una densa colonna di fumo lungo il percorso. Dopo ripetuti momenti di tensione, la parte più violenta del corteo è stata respinta verso via Napione. Il bilancio finale, secondo quanto riferito dalla questura, è di nove poliziotti feriti. La manifestazione si è conclusa in serata nella zona della Gran Madre, dove uno dei leader del movimento ha annunciato la fine del corteo.

Le reazioni politiche dopo gli scontri

Dure e immediate le reazioni dal mondo politico. Il sindaco Stefano Lo Russo ha espresso una condanna netta delle violenze, manifestando solidarietà alle forze dell’ordine, ai cittadini e ai commercianti colpiti dai disagi, sottolineando come nulla possa giustificare danneggiamenti e scontri.

Sulla stessa linea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha ribadito come lo Stato non si lasci intimidire e abbia dimostrato di saper difendere la città e le sue istituzioni. L’assessore comunale Jacopo Rosatelli ha parlato di violenza ingiustificabile, richiamando la tradizione democratica e antifascista di Torino.

Più duro il commento del vicepremier Matteo Salvini, che sui social ha definito i centri sociali “covi di violenti” e invocato ulteriori sgomberi, rivendicando la linea della fermezza dopo gli scontri e i feriti tra le forze dell’ordine.

La giornata si chiude così con una Torino segnata da scontri, incendi e tensioni, mentre il dibattito politico sullo sgombero di Askatasuna e sulla gestione dell’ordine pubblico resta più acceso che mai.

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Ultimo Aggiornamento: 20/12/2025 20:00

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