
Il quadro diplomatico attorno al conflitto resta complesso e, almeno per ora, privo di svolte imminenti. Dal Cremlino arriva una smentita netta su possibili vertici multilaterali: non sarebbe in preparazione alcun incontro tra rappresentanti di Stati Uniti, Russia e Ucraina. A chiarirlo è stato il consigliere per la politica estera di Mosca, Yuri Ushakov, che ha spiegato come «per il momento, nessuno parla seriamente di una iniziativa di questo tipo, che non è a mia conoscenza in corso di preparazione». Una presa di posizione che raffredda le aspettative di chi, nelle ultime settimane, aveva ipotizzato un’accelerazione sul fronte negoziale.
Ushakov ha inoltre espresso forti riserve sulle proposte avanzate da Kiev insieme ad alcuni partner europei. Secondo il consigliere del Cremlino, le modifiche al piano di pace «stanno ritardando il raggiungimento degli accordi» e rischiano di complicare ulteriormente il percorso verso una soluzione condivisa. Il giudizio è tranchant: «Sono più che certo che le disposizioni che gli europei stanno cercando di introdurre non miglioreranno di certo le possibilità di raggiungere una pace duratura». A questo si aggiunge un ulteriore segnale di stallo: il portavoce presidenziale Dmytry Peskov ha confermato che l’agenda di Vladimir Putin non prevede, al momento, una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Notte di attacchi e difesa aerea in azione
Sul terreno, intanto, la tensione resta altissima. Nelle ultime ore la Russia ha lanciato un nuovo attacco su vasta scala, impiegando 97 droni contro obiettivi in territorio ucraino. Le forze di difesa aerea sono riuscite ad abbatterne 75, limitando in parte i danni. L’operazione, iniziata intorno alle 18 e protrattasi fino alle prime ore del mattino, è stata condotta prevalentemente con droni Shahed – circa 60 – e con velivoli del tipo Gerbera. Le aree interessate dai lanci includono Millerovo, Kursk, Primorsko-Akhtarsk, Gvardiyske e Chauda, confermando una pressione costante lungo più direttrici.
Mentre i combattimenti proseguono, sul piano diplomatico emerge un altro elemento di rilievo. L’inviato speciale russo Kirill Dmitriev si trova attualmente a Miami, dove sta portando avanti una serie di contatti con interlocutori statunitensi. Lo stesso Ushakov ha spiegato che Dmitriev «sta lavorando con i suoi colleghi statunitensi e riferirà al presidente russo sugli esiti della sua visita». L’emissario è arrivato ieri mattina e si è recato direttamente dall’aeroporto a una serie di colloqui con l’inviato presidenziale americano Steve Witkoff e con Jared Kushner, genero di Donald Trump. Gli incontri si sono svolti in un golf club, lontano dai riflettori ufficiali, alimentando interrogativi sul reale peso di queste consultazioni informali.
In assenza di tavoli negoziali strutturati e con le operazioni militari ancora in corso, il conflitto resta sospeso tra canali diplomatici paralleli e una realtà sul campo che continua a parlare il linguaggio delle armi.


