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Famiglia nel bosco, i bambini saranno ascoltati senza genitori: “Le criticità restano”

Pubblicato: 22/12/2025 10:00

Il tempo della giustizia raramente coincide con quello delle famiglie. È un tempo fatto di attese, passaggi formali e decisioni che incidono sulla vita quotidiana senza concedere scorciatoie emotive. Per Nathane Catherine, la coppia anglo-australiana al centro del caso noto come quello della “famiglia nel bosco”, le festività si avvicinano con un carico di speranze sospese. Il desiderio è semplice quanto complesso da realizzare: trascorrere il Natale insieme ai figli, anche solo per qualche ora in più, sotto la supervisione dei servizi sociali.

La strada, però, resta lunga e segnata da un iter giudiziario che procede con cautela. Udienze, audizioni e confronti scandiscono un percorso che non prevede accelerazioni. La recente decisione dei giudici ha confermato una linea di prudenza, lasciando aperto solo uno spiraglio, fatto di piccoli segnali di cambiamento e di verifiche ancora da completare.
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La decisione della Corte d’Appello

La Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto il reclamo presentato dai legali della coppia contro l’ordinanza che dispone la sospensione della responsabilità genitoriale. I tre minori resteranno quindi nella casa famiglia di Vasto, dove sono stati collocati nei mesi scorsi. I magistrati hanno ribadito la necessità di tutelare i bambini, rilevando una condizione di deprivazione della socialità e una mancanza di cure ritenuta incompatibile con un rientro immediato in famiglia.

I giudici hanno inoltre disposto che i minori vengano nuovamente ascoltati in un contesto protetto, «al riparo da potenziali condizionamenti», sottolineando l’importanza di una valutazione autonoma e serena delle loro esigenze. Una decisione che ha lasciato «perplessi» gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, che assistono la coppia e che continuano a contestare alcuni passaggi della motivazione.

Il ruolo dei servizi sociali e le criticità emerse

Il monitoraggio del benessere fisico e psicologico dei bambini resta affidato agli assistenti sociali, presenti in modo costante. Tra gli elementi critici emersi, viene citato un episodio sanitario significativo: una delle figlie avrebbe presentato una bronchite acuta con broncospasmo che, secondo gli atti, non sarebbe stata segnalata né curata dai genitori. Un aspetto che ha pesato nella valutazione complessiva della situazione familiare.

Sul piano educativo, le difficoltà appaiono ancora più marcate. La bambina maggiore, di 8 anni, non sarebbe in grado di leggere e scrivere né in inglese né in italiano, mostrando lacune anche nella semplice scrittura del proprio nome. Per la tutrice legale, Maria Luisa Palladino, l’istruzione rappresenta il nodo centrale che oggi impedisce il ritorno dei minori a casa.

I tentativi di cambiamento e le speranze per le feste

La curatrice nominata dal tribunale riconosce l’esistenza di segnali di cambiamento da parte dei genitori, ma sottolinea come questi debbano tradursi in un impegno continuativo e concreto. Solo una verifica approfondita della piena rispondenza del contesto familiare alle necessità dei minori potrà, nel tempo, aprire la strada a un ricongiungimento stabile.

Nel frattempo, la madre incontra i figli tre volte al giorno all’interno della casa famiglia, mentre il padre è autorizzato a vederli due volte a settimana. Nathan, attualmente ospitato in un casolare a Ortona, concesso in comodato d’uso gratuito, continua a confidare in un allentamento delle restrizioni almeno durante le festività. Un’ipotesi che, per ora, la Corte d’Appello considera prematura, ritenendo che il percorso di recupero non sia ancora sufficientemente consolidato.

Un percorso ancora aperto

La vicenda della famiglia nel bosco resta dunque sospesa tra aspettative e cautela istituzionale. Da un lato, il desiderio dei genitori di ricostruire un legame quotidiano con i figli; dall’altro, la necessità, ribadita dai giudici, di garantire stabilità, istruzione e cura ai minori. Il Natale si avvicina, ma la decisione finale sul futuro della famiglia resta affidata a un processo che, almeno per ora, non sembra pronto a concedere deroghe.

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