
Si allontana la decisione definitiva sulla nomina di un amministratore di sostegno per Vittorio Sgarbi e, nel frattempo, resta sospeso anche il matrimonio più volte annunciato con Sabrina Colle, in attesa degli esiti di una perizia medica. Il quadro emerge dal provvedimento firmato dalla giudice Paola Scorza del tribunale di Roma, che ha accolto solo in parte l’istanza presentata dalla figlia Evelina Sgarbi. La richiesta è stata infatti rigettata “per quanto concerne la cura, la salute e l’ordinaria gestione patrimoniale”, ritenendo Sgarbi “in grado di gestire dette situazioni con il supporto della compagine familiare che lo sostiene e lo coadiuva per sua volontà”.
La decisione segna un passaggio rilevante in una vicenda iniziata lo scorso settembre, quando Evelina aveva chiesto l’intervento del tribunale civile facendo riferimento alle condizioni di salute del padre, ex sottosegretario alla Cultura e oggi sindaco di Arpino. Secondo il giudice, almeno per gli aspetti ordinari, non vi sono elementi tali da giustificare una misura di protezione immediata.

La perizia sugli atti personalissimi
Diversa, però, la valutazione sugli atti considerati “personalissimi”. La giudice ha disposto una perizia medica e ha nominato la psicoterapeuta Lilli Romeo per approfondire la “gestione straordinaria del proprio patrimonio e le scelte relative ai diritti personalissimi, quali la capacità di testare e contrarre matrimonio”. Solo dopo l’esito di questa valutazione verrà deciso se aprire o meno una misura di protezione limitata a tali ambiti.
A chiarire il senso del provvedimento è Ugo Ruffolo, legale di Vittorio Sgarbi: “La giudice ha riconosciuto la capacità di intendere e di volere di Sgarbi per quello che ha potuto valutare in aula a occhio nudo per quanto riguarda le sue questioni ordinarie. Vede anche che è circondato dagli affetti giusti che lo supportano e lo sostengono. Dice anche che per quel che riguarda gli atti personalissimi non ha avuto la documentazione medica sufficiente per precauzione dispone una perizia limitatamente alla sola capacità degli atti personalissimi”.

La pronuncia ha suscitato la reazione della figlia Evelina, che in una nota ha scritto: “Finalmente dopo mesi di macchina del fango contro di me e contro chi mi è stato vicino ecco un primo importante segnale che fa ben sperare. La battaglia che sto portando avanti e che ha come obiettivo unicamente quello di tutelare mio padre, la sua salute, la sua dignità e i suoi interessi forse non è stata vana. Purtroppo questo per me sarà comunque un Natale triste perché so che mio padre continua a non stare bene”.
Tempi e prossimi passaggi
Il calendario fissato dal tribunale è articolato: al consulente tecnico d’ufficio è stato concesso tempo fino al 31 marzo 2026 per depositare una bozza della relazione, che sarà poi sottoposta agli eventuali consulenti di parte. Questi avranno tempo fino al 30 aprile 2026 per presentare osservazioni, alle quali il perito dovrà rispondere entro il 31 maggio 2026, data prevista per il deposito della relazione definitiva.
Sul fronte legale, Lorenzo Iacobbi, avvocato di Evelina Sgarbi, sottolinea: “Raggiunto questo importante risultato, attendiamo sereni e fiduciosi l’esito della perizia con la consapevolezza di aver fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità per andare incontro alle legittime preoccupazioni di sua figlia Evelina Sgarbi e la soddisfazione di aver ottenuto un provvedimento che, contrariamente al contenuto della campagna d’odio mediatico scatenato ai danni di Evelina, mirava e mira ad esclusiva tutela ed interesse del professore Sgarbi”. La partita, dunque, resta aperta e rimandata ai prossimi mesi.


