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Attacco di massa sull’Ucraina: missili e droni colpiscono l’energia. Blackout e vittime

Pubblicato: 23/12/2025 10:47

Un’ondata di attacchi di vasta portata ha colpito l’Ucraina nelle prime ore del mattino, con una serie di esplosioni avvertite in diverse città mentre missili e droni russi hanno preso di mira le infrastrutture energetiche, in particolare nella parte occidentale del Paese. Le autorità locali hanno confermato almeno due vittime, mentre la situazione resta in continua evoluzione.

Le detonazioni sono state segnalate a Rivne e nelle comunità di Burshtyn e Rohatyn, entrambe nell’Oblast’ di Ivano-Frankivsk, oltre che nelle aree periferiche di Cherkasy. Testimonianze e comunicazioni ufficiali parlano di una notte segnata da forti boati e dall’attivazione ripetuta delle sirene di allarme.

Allarme in quasi tutto il Paese e blackout diffusi

L’allerta antiaerea è scattata in gran parte del territorio nazionale, mentre l’Aeronautica Militare ha riferito del lancio di centinaia di droni e decine di missili. Il ministero dell’Energia ha comunicato che, a seguito degli attacchi, sono state necessarie interruzioni di corrente di emergenza in varie regioni, una misura volta a proteggere le reti e limitare danni più estesi. In una nota ufficiale è stato spiegato: “Non appena la situazione di sicurezza lo consentirà, le squadre di soccorso e gli specialisti dell’energia inizieranno ad affrontare le conseguenze dell’attacco per ripristinare la fornitura di energia elettrica nelle regioni il più rapidamente possibile”. Al momento non sono disponibili dettagli completi sull’entità dei danni né un bilancio definitivo delle vittime.

Il presidente Volodymyr Zelensky aveva già messo in guardia la popolazione nei giorni scorsi, invitando a prepararsi a una possibile escalation proprio durante le festività. “È nella natura dei russi sferrare un attacco massiccio durante il nostro Natale. Stiamo sollevando nuovamente la questione della difesa aerea e della protezione delle nostre comunità, soprattutto il 23, 24 e 25 dicembre”, aveva dichiarato, sottolineando la necessità di rafforzare i sistemi di protezione.

Mosca frena sulle prospettive diplomatiche

Sul piano diplomatico, intanto, arrivano segnali di cautela da parte russa. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha commentato i contatti in corso tra rappresentanti di Russia e Stati Uniti, chiarendo che gli incontri tenuti a Miami “non possono essere considerati una svolta”. Alla domanda se i colloqui segnino un cambio di passo, la risposta è stata netta: “Certo che no. È un ‘working progress’”.

Peskov ha spiegato che la fase attuale prevede un lavoro preliminare approfondito a livello di esperti, volto soprattutto a comprendere le posizioni emerse dai contatti con europei e ucraini. “La cosa principale era ricevere informazioni dagli americani sul lavoro preparatorio svolto con gli europei e gli ucraini e, in base a ciò, capire in che misura questo lavoro preparatorio corrisponda allo spirito di Anchorage”, ha aggiunto.

Mentre sul terreno la tensione resta altissima e le infrastrutture continuano a essere sotto pressione, il quadro politico-diplomatico appare dunque ancora lontano da una soluzione concreta, con la popolazione civile costretta a fare i conti con nuove emergenze nel cuore dell’inverno.

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