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Via libera del Senato alla manovra, ora passa alla Camera

Pubblicato: 23/12/2025 15:08

L’Aula del Senato ha approvato la Manovra finanziaria, dando il via libera al provvedimento che ora passa all’esame della Camera dei Deputati. Il voto finale ha registrato 110 sì, 66 no e due astenuti, insieme all’approvazione della Nota di variazione alla legge di Bilancio.

Prima della sospensione dei lavori, il governo aveva incassato anche la fiducia sul maxiemendamento, con 113 voti favorevoli, 70 contrari e due astenuti, accelerando così l’iter parlamentare del testo.

A Montecitorio la discussione generale inizierà il 28 dicembre, mentre il giorno successivo l’esecutivo porrà la questione di fiducia. La votazione finale è prevista per martedì 30 dicembre, con l’obiettivo di evitare l’esercizio provvisorio che scatterebbe in caso di mancata approvazione entro il 31 dicembre.

La Manovra vale complessivamente circa 22 miliardi di euro, come spiegato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha illustrato l’aumento delle risorse rispetto ai 18,7 miliardi iniziali grazie agli interventi su Transizione 5.0, Zes e adeguamento prezzi.

Tra i punti rivendicati dal ministro spiccano le misure sul lavoro, come la tassazione agevolata al 5% degli aumenti contrattuali per i redditi più bassi e l’aliquota all’1% sui salari di produttività, definite segnali di una riforma strutturale del sistema fiscale.

Dal testo sono state però stralciate cinque norme, tra cui quella sui lavoratori sottopagati, oltre alle disposizioni sulle porte girevoli nella pubblica amministrazione e su alcuni aspetti legati ai magistrati fuori ruolo. È uscita anche la norma sullo spoil system delle Authority.

La cancellazione della norma sui lavoratori sottopagati ha scatenato le proteste delle opposizioni, che l’avevano definita “anticostituzionale”, mentre il ministro Giorgetti ha parlato di un percorso complesso, difendendo la linea di prudenza di bilancio adottata dal governo.

Sul fronte politico, il dibattito è stato segnato da forti tensioni tra maggioranza e opposizione, con proteste in Aula e accuse di scarsa trasparenza sui tempi di presentazione del maxiemendamento, mentre il governo ha rivendicato la capacità dell’Italia di approvare il bilancio, a differenza di altri Paesi europei.

Tra le misure principali figurano il taglio dell’Irpef, la pace fiscale, il contributo straordinario di banche e assicurazioni, gli interventi su pensioni, Tfr, casa, affitti brevi, Isee, oltre a risorse per imprese, Transizione 4.0 e 5.0, Zes, il Ponte sullo Stretto e il contributo sui pacchi postali extra Ue.

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