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Macron accusa gli Stati Uniti: “Misure intimidatorie contro la sovranità digitale europea”

Pubblicato: 24/12/2025 13:47

Il presidente francese Emmanuel Macron punta il dito contro gli Stati Uniti, accusandoli di adottare comportamenti intimidatori nei confronti dell’Europa sul terreno della sovranità digitale. Al centro della polemica c’è il divieto di soggiorno deciso da Washington verso cinque personalità europee impegnate nella regolazione dei colossi del web, tra cui l’ex commissario Ue Thierry Breton.

Secondo il capo dell’Eliseo, si tratta di atti che rientrano chiaramente nella categoria della coercizione nei confronti dell’autonomia europea. Una presa di posizione netta, affidata a un messaggio pubblicato su X, con cui Macron ha voluto ribadire la linea di fermezza della Francia sul tema della regolamentazione digitale e dei rapporti transatlantici.

La posizione della Francia sulle restrizioni dei visti

Nel suo intervento, Macron ha spiegato che la Francia denuncia ufficialmente le decisioni di restrizione dei visti assunte dagli Stati Uniti contro Thierry Breton e altre quattro figure europee. Decisioni che, secondo Parigi, colpiscono direttamente chi ha lavorato per rafforzare le regole europee nei confronti delle grandi piattaforme tecnologiche.

Il presidente ha sottolineato come tali misure rappresentino un segnale politico forte e preoccupante, perché mirano a scoraggiare l’azione normativa dell’Unione europea in un settore strategico come quello digitale. Un ambito in cui Bruxelles ha scelto da tempo di dotarsi di strumenti autonomi per regolamentare il mercato e tutelare cittadini e imprese.

Difesa della sovranità digitale e dell’autonomia normativa

Macron ha ribadito che gli europei continueranno a difendere la loro sovranità digitale e la loro autonomia normativa, senza cedere a pressioni esterne. Un messaggio che si inserisce in una linea politica già più volte espressa dall’Eliseo, orientata a rafforzare il ruolo dell’Europa come attore indipendente nella governance globale del digitale.

La vicenda rischia ora di alimentare nuove tensioni nei rapporti tra Unione europea e Stati Uniti, proprio mentre il confronto sulla regolazione dei colossi del web resta uno dei dossier più delicati e strategici sul tavolo internazionale.

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Ultimo Aggiornamento: 24/12/2025 13:48

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