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Cenone di Natale, pesce scaduto in tutta Italia: 800 tonnellate! Cosa succede

Pubblicato: 24/12/2025 14:20

Nel periodo che precede le festività natalizie, i controlli sulla filiera ittica si intensificano per garantire sicurezza alimentare e tutela dei consumatori. Proprio in questi giorni, un’ampia operazione coordinata dalla Guardia Costiera ha portato alla scoperta di ingenti quantitativi di prodotto ittico irregolare, tra pesce scaduto, mal conservato o privo di tracciabilità, sottratto alla vendita nei mercati rionali e nei canali commerciali.

L’attività ispettiva, estesa su scala nazionale, ha evidenziato criticità diffuse lungo tutta la filiera, dalla lavorazione allo stoccaggio, fino alla commercializzazione al dettaglio. Un fenomeno che assume particolare rilevanza in un momento dell’anno in cui il consumo di pesce aumenta sensibilmente sulle tavole degli italiani.

Palermo e la Sicilia occidentale, il bilancio dei controlli

Nel territorio di Palermo (provincia di Palermo), la Capitaneria di porto ha condotto una serie di verifiche nei mercati rionali che hanno portato al sequestro di 112 tonnellate di prodotto ittico non conforme. I controlli, complessivamente 1.410, hanno fatto emergere la presenza di pesce mal conservato o privo di tracciabilità, con 78 sanzioni amministrative elevate per un totale di 116 mila euro.

Nel solo capoluogo siciliano sono stati individuati oltre 15.500 chilogrammi di pesce irregolare, mentre circa 75 tonnellate di merce sono state sequestrate e in larga parte distrutte perché giudicate non idonee al consumo umano. Le operazioni hanno interessato un’area ampia, da Gela a Cefalù, includendo anche le isole di Ustica, Pantelleria, Egadi e Pelagie, confermando la capillarità dell’intervento.

L’allarme dei consumatori e la posizione del Codacons

Sulla vicenda è intervenuto Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, che ha parlato di una situazione definita gravissima per i rischi legati alla salute pubblica. Secondo l’associazione dei consumatori, la presenza di prodotti ittici scaduti o senza adeguate garanzie nei mercati rionali mette in luce carenze strutturali nei sistemi di controllo.

La richiesta è quella di verifiche costanti e coordinate lungo tutta la filiera e di sanzioni realmente efficaci, capaci di colpire chi viola le regole e, allo stesso tempo, di tutelare gli operatori onesti e il made in Italy.

I numeri nazionali dell’operazione FISH_NET

Quella di Palermo non rappresenta un caso isolato. A livello nazionale, il Centro di Controllo Nazionale della Pesca del Comando Generale della Guardia Costiera ha coordinato l’attività dei 15 Centri di Controllo Area Pesca, assicurando una presenza costante su tutto il territorio italiano.

L’operazione ha visto l’impiego di oltre 3.600 militari e più di 1.000 mezzi tra navali, aerei e terrestri, con circa 9.000 controlli già effettuati. I dati parlano di 600 illeciti accertati, 942 attrezzi da pesca sequestrati e 130 tonnellate di prodotto ittico sottratte al mercato. Le sanzioni pecuniarie hanno raggiunto un importo complessivo vicino al milione di euro.

I controlli nei territori, da Marsala al Lazio

A Marsala (provincia di Trapani), l’attività ispettiva ha interessato uno stabilimento di lavorazione e conservazione, dove sono emerse irregolarità nell’etichettatura e nella documentazione di accompagnamento di prodotto ittico, compreso polpo congelato di provenienza estera. Complessivamente sono stati sequestrati circa 36.000 chilogrammi di pesce, mentre oltre 1.000 chilogrammi sono stati avviati alla distruzione.

Nel centro-nord, a Brembio (provincia di Lodi), durante un controllo coordinato dalla Guardia Costiera di Genova sono stati sequestrati calamari e seppie privi di tracciabilità e con termini di conservazione superati, con sanzioni per 3.500 euro. Al Mercato Esquilino di Roma (provincia di Roma), invece, sono stati sequestrati 1.394 chilogrammi di prodotto ittico totalmente privo di informazioni obbligatorie, successivamente distrutto.

Dall’Emilia alla Toscana, irregolarità diffuse

A Comacchio (provincia di Ferrara), un’autovettura adibita al trasporto di vongole veraci è stata fermata perché accompagnata da documentazione non idonea a garantire la tracciabilità, con il sequestro di 2.400 chilogrammi di molluschi. In Toscana, ad Altopascio (provincia di Lucca), i controlli nei depositi di un importatore hanno portato al sequestro di circa 5 tonnellate di pesce, in parte scaduto da mesi.

In Liguria, infine, sono stati accertati casi di cattivo stato di conservazione e frode in commercio, con etichette alterate per simulare una falsa provenienza nazionale e una proroga indebita delle date di scadenza, in violazione delle normative sul made in Italy.

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