
La Russia dice di essere pronta a mettere nero su bianco un patto di non aggressione reciproca con Nato e Unione europea, rilanciando una proposta che, nelle intenzioni del Cremlino, dovrebbe formalizzare l’assenza di piani militari ostili su base bilaterale. A dichiararlo è stata Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, parlando a nome del dicastero sui canali ufficiali.
Secondo Zakharova, la disponibilità russa a fissare per iscritto questi impegni rappresenta una continuazione logica dell’approccio di principio di Mosca nei confronti della sicurezza europea. La formalizzazione legale dell’assenza di intenti aggressivi verso Nato e Ue, ha spiegato, sarebbe quindi un passo coerente con la linea già sostenuta dal Cremlino, ora pronto a trasformare le dichiarazioni politiche in un testo vincolante.
La posizione del Cremlino e la cornice europea
L’apertura russa viene presentata come un’iniziativa autonoma ma inserita in un quadro di rapporti sempre più tesi con l’Occidente. Mosca rivendica la natura reciproca dell’impegno e insiste sulla necessità che eventuali garanzie siano giuridicamente vincolanti, non semplici dichiarazioni politiche. Un messaggio che guarda tanto a Bruxelles quanto alle capitali dell’Alleanza atlantica, chiamate a misurarsi con una proposta che, almeno sul piano formale, punta a ridurre il rischio di escalation diretta.
I negoziati su Ucraina, Donbass e Zaporizhzhia
Sul fondo resta il dossier ucraino. La dichiarazione arriva dopo che Vladimir Putin è stato informato dei progressi negoziali compiuti a Miami dal capo negoziatore del Cremlino Kirill Dmitriev, impegnato nel confronto con gli Stati Uniti.
Nelle stesse ore, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto di attendere a breve una risposta di Mosca sul testo discusso con Washington, precisando però che restano punti di frizione sui territori contesi del Donbass e sulla gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia.
Il clima diplomatico si è intrecciato anche con i messaggi natalizi. Sia Putin sia Zelensky hanno rivolto gli auguri a Donald Trump, che Kiev vorrebbe incontrare per discutere proprio del Donbass. Un segnale che, al di là delle dichiarazioni pubbliche, la partita resta aperta e che la proposta russa di un patto di non aggressione si colloca dentro una fase di riposizionamento politico e negoziale ancora tutta da decifrare.


