
Negli ultimi giorni il Ministero della Salute ha disposto il richiamo di diversi prodotti alimentari a causa di rischi microbiologici, in particolare per la possibile presenza del batterio Listeria monocytogenes e, in un caso specifico, per livelli di istamina superiori ai limiti consentiti. Il provvedimento arriva in pieno periodo festivo e riguarda salumi e alimenti pronti al consumo, molto diffusi sulle tavole natalizie. L’obiettivo è tutelare la salute dei consumatori, invitando alla massima attenzione.
I prodotti richiamati dal mercato
Tra gli alimenti oggetto del richiamo figurano prodotti appartenenti a marchi noti, distribuiti su larga scala. In particolare:
- Prosciutto cotto alta qualità “Lenti & Lode”, richiamato per possibile presenza di Listeria monocytogenes nei lotti 2541327 e 2541328
- Gran fesa di tacchino arrosto “Lenti & Lode”, richiamata per lo stesso rischio microbiologico nel lotto 2541330
- Arista al forno Fior Fiore Coop, interessata dal richiamo del lotto 2541329 per possibile contaminazione
- Colatura di alici Aragon, ritirata dal mercato per eccesso di istamina, oltre i limiti di legge
Il Ministero raccomanda di non consumare i prodotti appartenenti ai lotti indicati e di restituirli al punto vendita dove sono stati acquistati.
Cos’è la Listeria monocytogenes e perché è pericolosa
La Listeria monocytogenes è un batterio responsabile della listeriosi, un’infezione alimentare che può avere conseguenze anche gravi. È un microrganismo molto diffuso in natura, presente nel suolo, nell’acqua, nelle piante e nel tratto intestinale degli animali, e può contaminare gli alimenti durante le fasi di lavorazione, conservazione o distribuzione. Una delle caratteristiche più insidiose della Listeria è la sua capacità di sopravvivere e moltiplicarsi anche a basse temperature, comprese quelle dei frigoriferi, rendendo la refrigerazione insufficiente come misura di sicurezza.
Alimenti più a rischio di contaminazione
La trasmissione della Listeria avviene principalmente attraverso il consumo di alimenti contaminati, in particolare:
- Carni e pollame pronti al consumo, come affettati, prosciutti e arrosti
- Prodotti ittici affumicati o conservati
- Latte e latticini non pastorizzati, soprattutto formaggi molli
- Verdure e insalate contaminate
Sintomi e categorie più vulnerabili
La listeriosi può manifestarsi con sintomi lievi, come febbre, nausea, diarrea e malessere generale, ma può evolvere in forme molto gravi. I rischi maggiori riguardano donne in gravidanza, neonati, anziani e persone immunodepresse. In questi soggetti il batterio può entrare nel sangue e raggiungere il sistema nervoso centrale, causando meningite o sepsi, condizioni potenzialmente fatali. In gravidanza, l’infezione può provocare aborto spontaneo o gravi complicanze neonatali.
Il caso dell’istamina nella colatura di alici
Diverso il rischio legato al richiamo della colatura di alici, dove il problema non è la Listeria ma l’eccesso di istamina. Questa sostanza si forma soprattutto nei prodotti ittici mal conservati e può causare reazioni simili a quelle allergiche, come rossore, mal di testa, nausea e disturbi gastrointestinali.
Pur non essendo generalmente letale, l’eccesso di istamina può provocare sintomi anche intensi, in particolare nei soggetti più sensibili.
Le raccomandazioni per i consumatori
Chiunque abbia acquistato uno dei prodotti interessati dal richiamo è invitato a:
- Non consumare l’alimento
- Restituirlo al punto vendita
- Contattare il medico in caso di sintomi sospetti dopo il consumo
Il Ministero della Salute aggiorna costantemente l’elenco dei richiami e continua a monitorare la sicurezza alimentare, soprattutto in un periodo dell’anno caratterizzato da un elevato consumo di prodotti pronti.


