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“Quando squilla il telefono…”. Natale da incubo per il maltempo, il dramma degli sfollati in Romagna

Pubblicato: 26/12/2025 21:17
maltempo in romagna

Il giorno dopo splende il sole, il cielo è limpido e il freddo pungente entra nelle ossa. Ma a Fusignano, in Bassa Romagna, il ricordo della notte di Natale resta vivido. È la notte in cui molti cittadini hanno ricevuto una telefonata inattesa: l’ordine di abbandonare la propria casa per il rischio legato alla piena del fiume Senio. Sono circa le 18.30 del 25 dicembre quando iniziano a circolare le prime notizie di un peggioramento della situazione idraulica. Le allerte si intensificano rapidamente e l’attenzione si concentra sul Senio, il fiume che costeggia il paese. Fusignano, città natale di Arcangelo Corelli e Arrigo Sacchi, si ritrova improvvisamente al centro di una notte di apprensione, in un territorio che per sua natura convive con il rischio idraulico.

“Qui la cosa più alta sono gli argini”

A raccontare quelle ore è Sofia Valente, 22 anni, studentessa di ingegneria informatica a Ferrara. “Se si chiama Bassa Romagna un motivo c’è – spiega –. La cosa più alta che abbiamo sono proprio gli argini del fiume, un muro più alto dei palazzi”.
Negli eventi alluvionali del 2023 e del 2024, Fusignano era rimasta quasi un’isola risparmiata dall’acqua. Ma la paura nasce da ciò che potrebbe accadere se il fiume superasse o rompesse gli argini. “È già successo non lontano da qui”, ricorda Sofia.

Maltempo in Romagna, la telefonata dell’evacuazione a Fusignano

L’ansia diventa realtà intorno alle 21.30, quando squilla il telefono. È il messaggio di evacuazione. “Avevo letto che a Cotignola e a San Potito avevano già dato l’ordine – racconta – ma quando è arrivato anche per noi è stato davvero brutto”.
Le disposizioni differenziavano le zone: chi viveva entro 300 metri dall’argine doveva lasciare l’abitazione, mentre più distante era possibile restare. La madre di Sofia, pur vivendo al terzo piano, ha dovuto abbandonare casa e ha trovato rifugio da lei, insieme al compagno.

Valigie piccole e vicini avvisati porta a porta

Le indicazioni erano chiare: una valigia piccola, con medicinali, caricabatterie, telefono e lo stretto indispensabile. “Questo diceva la voce al telefono”, racconta Sofia.
Uscendo di casa, alcuni residenti hanno anche avvisato i vicini. In un appartamento dello stesso palazzo una famiglia stava festeggiando il Natale con bambini: una ventina di persone che non avevano ricevuto alcuna comunicazione, perché residenti da poco. Altri, invece, hanno scelto di restare: “Una vicina ci ha detto che sarebbe rimasta, tanto era al secondo piano”.

Auto sugli argini e traffico nelle strade: poi la piena passa, ma resta la paura

Nel frattempo, il paese si anima di un traffico insolito. Molti cercano di mettere al sicuro le auto. “Le hanno portate nel punto più alto che abbiamo – spiega Sofia – cioè proprio sugli argini del fiume che facevano paura”. Un paradosso tipico di un territorio che vive costantemente in equilibrio tra acqua e terra.

Col passare delle ore, il livello del Senio non supera la soglia critica. La piena passa senza danni, ma la tensione accumulata non svanisce subito. “Quando ricevi quella telefonata – conclude Sofia – tutto diventa improvvisamente reale. Anche se capisci che è una misura precauzionale, la paura che l’argine non regga diventa concreta”. Alla fine è andato tutto bene. Ma per molti, quel Natale segnato dall’evacuazione resterà un ricordo difficile da dimenticare, simbolo di una fragilità che in Bassa Romagna non è mai davvero lontana.

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