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Stragi nazifasciste tra Liguria e Toscana, oltre 11 milioni di euro di risarcimenti agli eredi delle vittime

Pubblicato: 27/12/2025 14:22

È uno dei più consistenti risarcimenti mai stabiliti da un tribunale italiano a carico della Repubblica federale di Germania per le stragi nazifasciste compiute durante la Seconda guerra mondiale. Il Tribunale civile di Genova ha riconosciuto oltre 11 milioni di euro a favore di una cinquantina di eredi – figli, nipoti e familiari – delle vittime massacrate dai soldati del Terzo Reich, spesso con la complicità dei fascisti locali.

Le stragi nazifasciste di Vinca, Mommio, San Terenzo Monti e Camporaghena: atrocità contro i civili e crimini contro l’umanità

La sentenza riguarda quattro eccidi avvenuti tra il maggio e il settembre del 1944, lungo la Linea Gotica, in un’area compresa tra Liguria e Toscana: Vinca: 162 vittime; San Terenzo Monti: 159 vittime; Mommio: 22 vittime; Camporaghena: 5 vittime. Si trattò quasi esclusivamente di civili inermi, in larga parte donne, anziani e bambini, colpiti durante operazioni di rappresaglia contro la popolazione accusata di sostenere la Resistenza.
Le stragi furono caratterizzate da un livello di ferocia sistematica che la sentenza non esita a definire crimini di guerra e contro l’umanità. Le uccisioni avvennero con premeditazione e crudeltà, attraverso fucilazioni di massa, mitragliamenti, impiccagioni con filo spinato e colpi di grazia alla testa.
Tra gli episodi più raccapriccianti ricostruiti negli atti giudiziari figurano l’uccisione di un neonato di due mesi e di un feto strappato dal grembo materno, simboli estremi della violenza indiscriminata esercitata contro la popolazione civile.

Il ruolo delle unità tedesche e di Walter Reder

Molti dei reparti coinvolti agirono agli ordini del maggiore delle SS Walter Reder, noto come “il monco”. A Mommio, il 4 e 5 maggio 1944, il reparto esplorante della divisione corazzata “Hermann Göring” uccise 22 cittadini italiani non belligeranti. A San Terenzo Monti e nelle località di Bardine, Tendola e Valla, il reparto ricognizione della 16ª Divisione SS Panzergrenadier mise in atto un vero e proprio gioco al massacro, cancellando intere famiglie.
Reder fu arrestato nel 1945 e condannato all’ergastolo nel 1951 dal Tribunale militare di Bologna per diversi eccidi, tra cui Vinca, Marzabotto e Bardine. Graziato nel 1985, morì a Vienna nel 1991 senza mai esprimere pentimento. Celebre la sua frase pronunciata in aula per giustificare l’uccisione dei civili: «Quando si pialla, i trucioli cadono».

La decisione del Tribunale di Genova

La seconda sezione civile del Tribunale di Genova, con la giudice Valentina Cingano, ha escluso dal risarcimento alcuni enti locali e parte dei ricorrenti, ma ha riconosciuto a oltre cinquanta eredi il diritto a un indennizzo economico.
Il risarcimento è stato determinato sulla base del grado di parentela e del numero di familiari uccisi, con importi che vanno da 40mila euro fino a un milione di euro per singolo beneficiario.
Nella sentenza si legge che l’efferatezza dei crimini «non è in discussione» e che non esistono cause di giustificazione in grado di esonerare la Germania dalle proprie responsabilità storiche e giuridiche.

Il Fondo ristori e il valore simbolico della sentenza

Una volta divenuta definitiva, la decisione costituirà titolo di credito per accedere al Fondo ristori istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, permettendo l’erogazione concreta dei risarcimenti.
Pur non potendo restituire giustizia piena per atrocità di tale portata, la sentenza rappresenta un segnale di civiltà giuridica e di memoria collettiva, che arriva a oltre ottant’anni dai fatti. Un riconoscimento formale della responsabilità per crimini che hanno lasciato ferite profonde in comunità divenute simbolo dell’orrore nazifascista e della necessità di non dimenticare.

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Ultimo Aggiornamento: 27/12/2025 14:52

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