Vai al contenuto

Chi è Mohammad Hannoun, Il profilo del fiancheggiatore di Hamas: dagli anni ’90 alle foto con esponenti di sinistra

Pubblicato: 27/12/2025 15:31

Per comprendere il ruolo di Mohammad Hannoun, arrestato oggi nell’ambito delle indagini sui finanziamenti al terrorismo di matrice palestinese, è necessario ripercorrere una traiettoria che affonda le sue radici nei primi anni Novanta e che, secondo gli inquirenti, si sarebbe sviluppata nel tempo fino a consolidare una rete di sostegno a Hamas sul territorio italiano.

Le origini: la cellula di Hamas a Genova negli anni ’90

Già nel 1991 le autorità italiane avevano segnalato la presenza di una cellula di Hamas all’interno del Centro islamico di Genova, che secondo le ricostruzioni investigative sarebbe stata coordinata proprio da Hannoun, attivista giordano-palestinese. A richiamare questi elementi è la gip Silvana Carpanini nell’ordinanza che accompagna l’inchiesta più recente.
Nel 2001 scattò una perquisizione a carico di Hannoun, durante la quale vennero sequestrati documenti riconducibili all’organizzazione terroristica. In quell’occasione, l’indagato sostenne di averli trovati all’interno dei locali del centro islamico genovese, prendendo le distanze dal loro contenuto.

Mohammad Hannoun, l’associazione e i congressi con toni estremisti

Nel corso degli anni, Hannoun è diventato responsabile dell’Associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese (Abspp). Secondo gli atti giudiziari, oltre alle attività dichiaratamente umanitarie, l’associazione avrebbe organizzato congressi e incontri nei quali intervenivano figure di spicco del mondo islamico con discorsi che esaltavano la strategia del terrore.
Gli elementi raccolti nel tempo dagli investigatori hanno rafforzato l’ipotesi dell’esistenza di una cellula di Hamas attiva da anni in Italia, impegnata non solo nella propaganda e nell’organizzazione di manifestazioni pro-Palestina, ma anche nella raccolta di fondi destinati, in tutto o in parte, all’organizzazione terroristica.

Mohammad Hannoun e la visibilità nel fronte pro-Gaza

Negli ultimi mesi, Mohammad Hannoun è emerso come figura di riferimento nelle manifestazioni a sostegno di Gaza, assumendo un ruolo sempre più visibile all’interno di una parte del movimento pro-Pal. Non era però la prima volta che il suo nome finiva sotto la lente della magistratura.
Già nei primi anni Duemila era stato indagato dalla Procura di Genova, con un procedimento poi archiviato. Sul piano internazionale, Hannoun è finito due volte nella blacklist del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, che lo considera uno dei principali finanziatori di Hamas.

Le foto con esponenti politici italiani, il foglio di via e le dichiarazioni pubbliche

A far discutere è stata anche la diffusione, da parte de Il Giornale, di alcune foto che ritraggono Hannoun insieme a esponenti della sinistra italiana, tra cui Alessandro Di Battista, Nicola Fratoianni, Marco Furfaro del Partito Democratico e Laura Boldrini. Il 23 febbraio 2023, Hannoun aveva inoltre partecipato a una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, organizzata dalla parlamentare del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, dedicata alle presunte violazioni contro i palestinesi da parte di Israele.
Nel novembre 2024, a Hannoun era stato notificato un foglio di via da Milano per istigazione all’odio e alla violenza, successivamente prorogato a causa di ulteriori dichiarazioni ritenute istigatorie. Nell’agosto 2025, durante una manifestazione milanese per Gaza, Hannoun aveva respinto ogni accusa, definendo una “bufala” l’idea di essere un leader di Hamas e presentandosi come “un palestinese impegnato da decenni nella lotta per i diritti del suo popolo”, dichiarandosi al tempo stesso “simpatizzante di Hamas come di ogni fazione che lotta per i miei diritti”.

I finanziamenti alle Brigate Ezzedin Al Qassam

Uno dei passaggi più delicati dell’inchiesta riguarda la destinazione dei fondi raccolti dall’Abspp. Secondo quanto scritto dalla gip Carpanini, le indagini hanno permesso di accertare che somme di denaro venivano destinate al sostegno delle famiglie dei prigionieri e dei cosiddetti martiri, un settore considerato direttamente collegato all’attività terroristica di Hamas.
In particolare, è emerso che nel 2017 fondi inviati dall’Abspp per un progetto di desalinizzazione attraverso l’associazione Meciful Hands sarebbero stati successivamente utilizzati dalle Brigate Ezzedin Al Qassam, l’ala militare di Hamas. I contributi avrebbero così favorito non solo attività umanitarie, ma anche il rafforzamento del consenso e della stabilità dell’organizzazione terroristica, sostenendo le famiglie di chi aveva compiuto attentati o era stato incarcerato per reati legati al terrorismo.

Il giuramento di Hamas spiegato alla figlia e le immagini sul cellulare

Un altro elemento ritenuto significativo dagli inquirenti è una conversazione intercettata in auto tra Hannoun, la figlia e una terza persona. In quell’occasione, l’indagato avrebbe spiegato cos’è la “Baiyaa”, il giuramento richiesto per entrare a far parte di Hamas, chiarendo che l’adesione all’organizzazione passa attraverso una formula di impegno recitata davanti a un responsabile del gruppo terroristico.
Sul cellulare di Hannoun, nella cartella di backup delle immagini, sono state trovate foto di martiri e combattenti, con riferimenti espliciti a Hamas, alle Brigate Ezzedin Al Qassam e ai leader del movimento. Tra i materiali sequestrati figurano anche immagini di bambini in uniforme con simboli di Hamas e richieste di donazioni per Gaza con il logo dell’organizzazione. Nel server dell’Abspp, infine, gli investigatori hanno rinvenuto inviti a eventi delle Brigate Al Qassam, risalenti al 2016, ulteriore elemento che ha contribuito a delineare il quadro accusatorio.

Una vicenda nella sua fase più delicata

Con l’arresto e le accuse di finanziamento al terrorismo, la vicenda di Mohammad Hannoun entra ora nella sua fase più sensibile. Il caso ha già acceso un duro scontro politico e solleva interrogativi rilevanti sui confini tra attivismo politico, solidarietà umanitaria e sostegno a organizzazioni terroristiche, destinati a restare al centro del dibattito pubblico e giudiziario nei prossimi mesi.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure