
Proseguono le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute in provincia di Campobasso a seguito di una sospetta intossicazione alimentare. Mentre sono in corso le autopsie sui corpi delle due donne, la Procura mantiene aperti tutti gli scenari investigativi: al momento nessuna pista viene esclusa, compresa quella — ritenuta residuale — di un possibile avvelenamento da parte di terzi.
L’indagine è coordinata dalla Procura guidata da Nicola D’Angelo, che non intende precludere alcuna ipotesi, neppure quella dell’omicidio. Si tratta, allo stato, di una possibilità marginale, considerate le circostanze e il contesto, ma gli inquirenti attendono gli esiti degli esami medico-legali e delle analisi tossicologiche prima di escludere definitivamente qualsiasi scenario.

Le condizioni del padre: miglioramento clinico
Nel frattempo, arrivano notizie rassicuranti sulle condizioni del padre di Sara e marito di Antonella, anche lui ricoverato dopo aver accusato gli stessi sintomi. L’Istituto Spallanzani ha comunicato che l’uomo è stato trasferito dalla Rianimazione a un reparto ordinario, «vista l’evoluzione favorevole del quadro clinico».
La struttura sanitaria precisa che padre e figlia superstite «continuano ad essere debitamente assistiti dall’équipe medica e supportati dal team di psicologi dell’Istituto».
Cinque medici indagati
Sul fronte giudiziario, sono stati resi noti i nomi dei cinque medici indagati nell’ambito del procedimento. Si tratta di tre medici del pronto soccorso del Cardarelli — Maria Balbo, Ramon Aldo Olivieri e Pietro Vuotto — e di due colleghi della Guardia medica, Angela Maria Castelluzzo e Michele Formichella. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono omicidio colposo plurimo e lesioni personali colpose. Secondo quanto emerso finora, madre e figlia sarebbero state rimandate a casa in due occasioni, nonostante la presenza di sintomi compatibili con un’intossicazione.
Gli alimenti sequestrati e le analisi
Un altro filone centrale dell’inchiesta riguarda i 19 alimenti sequestrati su cui si stanno concentrando le verifiche degli investigatori. Tra i prodotti analizzati figurano diversi piatti e preparazioni, tra cui alimenti a base di funghi e peperoni, olive verdi e nere, polpette, formaggi di vario tipo (anche con pistacchio e spalmabili), mozzarella di latte vaccino, salsa di pomodoro, funghi presumibilmente pleurotus ostreatus e champignon, vongole cotte con guscio, baccalà gratinato con pinoli, uva e patate, una torta con pandispagna e crema al pistacchio, pesto, due tipi di marmellata, polenta condita con funghi e una giardiniera autoprodotta.
I prodotti erano conservati in parte nell’abitazione di Antonella e Sara e in parte nella casa della suocera, situata al primo piano dello stesso stabile a Pietracatella. Le analisi sono state affidate all’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise, incaricato di verificare l’eventuale presenza di tossine, batteri o sostanze nocive.

In attesa degli esami decisivi
Gli esiti delle autopsie e delle analisi sugli alimenti saranno determinanti per chiarire le cause della morte e stabilire eventuali responsabilità. Solo allora gli inquirenti potranno restringere il campo delle ipotesi, in un’indagine che resta complessa e ancora aperta su più fronti.


