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“Pezzi di corpi, proprio lì”. Ritrovamento terrificante in Italia, poi la scoperta ancora più atroce

Pubblicato: 31/12/2025 10:50
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Una scoperta dai contorni inquietanti ha scosso profondamente Aci Catena, in provincia di Catania. All’interno del cimitero comunale, in un’area trasformata di fatto in una discarica abusiva, sono stati rinvenuti una ventina di sacchi della spazzatura contenenti resti umani. Il materiale era nascosto sotto cumuli di bare e casse in zinco, in una zona già sottoposta a sequestro giudiziario. Il ritrovamento è avvenuto nel corso di nuovi accertamenti condotti dai carabinieri della compagnia di Acireale, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Catania, che da tempo sta monitorando la gestione del camposanto.

Le ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti sono gravi e riguardano, a vario titolo, vilipendio di cadavere e abbandono di scarti cimiteriali. Tra le persone iscritte nel registro degli indagati figura anche il sindaco di Aci Catena, Margherita Ferro, insieme ad altri funzionari e responsabili comunali coinvolti nella gestione e nella vigilanza dell’area. Il primo cittadino ha fatto sapere che il Comune intende costituirsi parte civile nel procedimento, ribadendo la volontà di fare chiarezza su quanto accaduto.

Resti umani smaltiti come rifiuti

Secondo quanto ricostruito finora, i resti umani rinvenuti nei sacchi proverrebbero da operazioni di estumulazione. Invece di essere collocati correttamente nell’ossario comunale, sarebbero stati inseriti in sacchi e smaltiti come rifiuti, occultati dietro una porta in ferro all’interno del cimitero. Le indagini si stanno ora ampliando e coinvolgono anche agenzie funebri e altri soggetti istituzionali che avevano il compito di vigilare sulle operazioni di esumazione, catalogazione e corretta sistemazione dei resti. Durante i controlli è emersa anche l’assenza dei registri dell’ossario, un elemento che rende ancora più complessa l’identificazione dei defunti e la ricostruzione delle procedure seguite.

L’area in cui sono stati trovati i sacchi presentava materiale organico in avanzato stato di decomposizione, con emissione di gas potenzialmente pericolosi per la salute. Per questo motivo, i carabinieri hanno disposto la chiusura e la messa in sicurezza dei sotterranei del cappellone centrale, dove si trovano circa 80 salme, dichiarando gli ambienti inagibili. L’intera zona è stata posta sotto sequestro giudiziario, insieme ad altri settori del cimitero caratterizzati da criticità strutturali e condizioni di rischio.

La vicenda ha suscitato sgomento e indignazione tra i cittadini, riaccendendo i riflettori sulle carenze nella gestione dei servizi cimiteriali. La Procura di Catania prosegue le indagini per chiarire l’intera catena delle responsabilità e stabilire chi abbia ordinato o consentito lo smaltimento improprio dei resti. Gli accertamenti comprendono rilievi tecnici, acquisizione di documenti amministrativi e testimonianze di chi ha avuto accesso alle aree interessate, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio le procedure violate e valutare eventuali ulteriori sviluppi dell’inchiesta.

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