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Garlasco, gli squilli anonimi senza risposta: chi ha cercato Chiara Poggi “da morta”

Pubblicato: 31/12/2025 16:52

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua a presentare zone d’ombra che alimentano interrogativi mai del tutto chiariti. Tra questi, torna al centro dell’attenzione il telefono cellulare della vittima, uno degli oggetti personali ritenuti più rilevanti per ricostruire le ultime ore prima del delitto del 13 agosto 2007.
Accanto ai dati già noti su sms, contatti e navigazione al computer, emergono infatti alcuni dettagli anomali legati a chiamate rimaste senza risposta, che secondo diverse ricostruzioni temporali potrebbero collocarsi dopo la morte della ragazza.

Il telefono di Chiara Poggi al centro delle analisi

Gli ultimi giorni di vita di Chiara Poggi sono stati oggetto di numerose analisi investigative. Il suo cellulare, in particolare, è considerato un elemento chiave non solo per i messaggi inviati nelle ore e nei giorni precedenti, ma anche per una serie di telefonate sospette.
Tra gli aspetti più discussi c’è la presenza in rubrica di uno stesso numero salvato cinque volte, elemento che nel tempo ha sollevato interrogativi, ma soprattutto il caso di chiamate provenienti da numero privato che non hanno mai ricevuto risposta.

Gli squilli “nel momento sbagliato”

A riportare nuovamente l’attenzione su questo dettaglio è stato Panorama, che ha parlato di squilli arrivati “nel momento sbagliato”. Secondo quanto ricostruito, tra le 11:38 e le 13:30 del 13 agosto 2007, il cellulare di Chiara Poggi avrebbe ricevuto quattro chiamate da numero privato, tutte rimaste senza risposta.
Un dato ritenuto anomalo, anche perché — sempre secondo quanto riportato — nei mesi precedenti non risultano telefonate analoghe sul telefono della giovane. Durante le indagini dell’epoca, gli investigatori ipotizzarono che quelle chiamate potessero provenire da Alberto Stasi, l’allora fidanzato di Chiara e unico condannato per l’omicidio, effettuate con numero oscurato dalla sua linea fissa.

La collocazione temporale rispetto all’omicidio

Il dettaglio temporale è uno degli elementi più delicati. Prima delle quattro chiamate anonime, Stasi avrebbe tentato di contattare Chiara alle 9:44 e alle 10:17, senza ottenere risposta. Un dato che si intreccia con la ricostruzione dell’orario del delitto.
Secondo gli atti, l’allarme della villetta di via Pascoli risulta disattivato alle 9:10. Sulla base di questo elemento, l’omicidio viene generalmente collocato tra le 9:10 e le 11:00. Se questa finestra temporale fosse corretta, le quattro chiamate anonime risulterebbero avvenute dopo la morte di Chiara Poggi.

Un dettaglio che continua a far discutere

Il nodo degli squilli senza risposta si aggiunge così alla lunga lista di elementi controversi del caso di Garlasco. Un dettaglio che, pur essendo noto da anni, continua a essere riletto e discusso alla luce delle ricostruzioni temporali e delle nuove riflessioni investigative.
A distanza di anni, il telefono di Chiara Poggi resta uno degli strumenti più enigmatici dell’intera vicenda: un oggetto apparentemente semplice, ma che ancora oggi solleva domande senza una risposta definitiva.

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