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“Eri un raggio di luce”. Crans-Montana, il dramma di Sofia: una città intera nel dolore

Pubblicato: 04/01/2026 09:01

L’ultimo video la ritrae davanti allo specchio, con un miniabito nero, i capelli lunghi sciolti e un sorriso pieno. «Momenti prima del disastro», scrive un’amica ripubblicando su TikTok quelle immagini, diventate ora un simbolo spezzato della tragedia di Crans-Montana. La ragazza è Sofia Prosperi, quindici anni, scomparsa nel rogo del locale Le Constellation durante la notte di Capodanno.

Sofia è la più giovane dei sei ragazzi italiani ufficialmente dispersi nell’incendio. Il suo nome si è aggiunto per ultimo alla lista dei minorenni coinvolti, mentre per altri tre è stata ormai accertata la morte. Nata e cresciuta tra Italia e Svizzera, Sofia si definiva italo-svizzera, come mostrano le bandierine presenti sui suoi profili social.

La ragazza frequentava l’International School di Fino Mornasco, una delle scuole private più note della zona di Como. Proprio da lì era partito l’invito per trascorrere insieme la serata di Capodanno a Crans-Montana. Un piccolo gruppo di compagni aveva organizzato il viaggio: due sono riusciti a mettersi in salvo, un altro studente quindicenne è rimasto ferito ed è stato trasferito al Niguarda di Milano, mentre di Sofia non è mai arrivata alcuna notizia.

Nata nel marzo 2010 a Paradiso, sul lago di Lugano, Sofia viveva con la famiglia a Castel San Pietro, vicino Mendrisio. Ogni mattina percorreva pochi chilometri per andare a scuola, una routine che si è interrotta bruscamente la notte di San Silvestro. Da allora il piccolo comune si è stretto attorno ai genitori, proteggendone il dolore e la privacy.

«Siamo tutti profondamente scossi», ha dichiarato la sindaca Alessia Ponti, ricordando una famiglia ben inserita nella comunità. Anche la parrocchia del paese ha voluto esprimere vicinanza: il parroco don Nicola Di Todaro ha organizzato una veglia di preghiera, in un borgo che ormai teme di non rivedere più la ragazza.

Al Le Constellation, Sofia era arrivata insieme ai compagni di scuola. Alcuni amici l’avrebbero riconosciuta in uno dei video girati nel seminterrato del locale, poco prima che le fiamme raggiungessero il soffitto. Si trovava seduta a un tavolo non lontano dal punto in cui l’incendio ha avuto origine. Non avrebbe avuto il tempo di mettersi in salvo.

Sui social network si moltiplicano i messaggi di ricordo. Una delle sue migliori amiche le ha dedicato un lungo post: «Ti consideravo una sorellina. Abbiamo sperato fino all’ultimo che fossi al sicuro». Per ore amici e compagni hanno seguito ogni aggiornamento, aggrappandosi alla speranza di un ricovero in ospedale che non è mai stato confermato.

Chi la conosceva la descrive come una ragazza solare, determinata e piena di amici. «Sofia riusciva a farmi sorridere anche nei momenti peggiori», racconta un’altra amica, ricordando la sua capacità di alleggerire le giornate più difficili con una risata o una battuta.

All’International School di Como, alla ripresa delle lezioni, il banco di Sofia Prosperi resterà vuoto. Ma i compagni promettono di mantenerne vivo il ricordo. «Avevamo ancora tanto da fare insieme», scrive una coetanea. «Il tuo sorriso continuerà ad accompagnarci». Un impegno silenzioso, nel segno di una memoria che la tragedia non riuscirà a spegnere.

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