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Tajani annuncia: “Sono sei le vittime italiane di Crans-Montana, tutte accertate”

Pubblicato: 04/01/2026 13:47

Sono sei le vittime italiane accertate nel rogo del pub Le Constellation a Crans-Montana, scoppiato durante i festeggiamenti di Capodanno. A confermarlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto al Tg2, chiarendo che l’identificazione è ormai definitiva e che le autorità italiane e svizzere sono in costante coordinamento.

«Purtroppo le vittime italiane sono sei, tutte accertate», ha dichiarato Tajani, spiegando che le salme rientreranno in Italia con un volo di Stato messo a disposizione dall’Aeronautica militare. Parallelamente, proseguono le operazioni per il trasferimento dei feriti, che verranno accompagnati nei prossimi giorni negli ospedali italiani.

Secondo quanto riferito dal ministro, tre feriti saranno trasferiti oggi all’Ospedale Niguarda di Milano, mentre una persona verrà ricoverata a Torino. L’obiettivo è garantire ai giovani rimasti ustionati le migliori cure specialistiche, in particolare nei centri grandi ustionati, dopo i primi interventi effettuati in Svizzera.

Le sei vittime italiane sono Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, Achille Barosi, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi. Si tratta in gran parte di adolescenti, molti dei quali in vacanza con amici per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, una circostanza che ha reso la tragedia ancora più sconvolgente per le famiglie e le comunità di origine.

Nel frattempo, dalle indagini aperte dopo l’incendio emergono elementi a carico dei gestori del locale, Jacques e Jessica Maric-Moretti. La Procura generale del Cantone Vallese ha comunicato che i due coniugi sono indagati per omicidio, lesioni personali, incendio per negligenza e negligenza, nell’ambito dell’inchiesta sulle responsabilità della tragedia.

Sul fronte delle identificazioni, la polizia svizzera ha confermato che salgono a 24 le vittime dell’incendio ufficialmente riconosciute. Oltre agli italiani, figurano giovani svizzeri, tra cui minorenni, un cittadino rumeno, un francese e un turco, un dato che restituisce la dimensione internazionale della strage.

A Crans-Montana, intanto, migliaia di persone hanno partecipato alla marcia silenziosa in memoria delle vittime. Il corteo si è mosso dalla chiesa di Saint-Christophe, dove si è svolta una messa commemorativa, fino al memoriale allestito davanti al locale distrutto dalle fiamme, tra fiori, peluche e messaggi lasciati dai giovani.

Durante la commemorazione, l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha parlato di una «tragedia evitabile», sottolineando che «non si è trattato di una disgrazia», ma di un evento che, a suo giudizio, avrebbe potuto essere scongiurato con maggiore prevenzione e buon senso. Parole che hanno trovato eco tra i familiari delle vittime.

Mentre prosegue il calvario delle identificazioni e dei trasferimenti sanitari, tra i parenti delle vittime e dei feriti cresce un sentimento di dolore, ma anche di rabbia per l’attesa e per le risposte ancora mancanti. La strage di Crans-Montana resta una ferita aperta, destinata a segnare a lungo non solo le famiglie coinvolte, ma l’intera opinione pubblica europea.

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