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Crans-Montana, identificate tutte le 40 vittime della strage: gli sviluppi dell’indagine

Pubblicato: 04/01/2026 22:34

Aggiornamento importante poco fa sul tragico rogo di Capodanno a Crans-Montana. Sono state identificate ufficialmente tutte le 40 vittime della strage di Capodanno avvenuta nel locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. A renderlo noto sono state le autorità cantonali vallesane, al termine di un complesso lavoro di riconoscimento condotto nei giorni successivi all’incendio.
Secondo il bilancio definitivo, tra le persone decedute ci sono 21 cittadini svizzeri, nove francesi – di cui uno con doppia cittadinanza svizzera e uno con cittadinanza anche israeliana e britannica – sei italiani, un belga, un portoghese, un rumeno e un turco. Le vittime avevano un’età compresa tra 14 e 39 anni.
Particolarmente drammatico il dato relativo ai più giovani: nove delle vittime erano minorenni, tra cui una ragazza di appena 14 anni.

Il lavoro di identificazione

Le operazioni di identificazione sono state portate avanti dalla Polizia cantonale vallesana, dal team Dvi (Disaster Victim Identification) e dall’Istituto di medicina legale, come precisato in un comunicato ufficiale. Un lavoro lungo e delicato, necessario per restituire un’identità certa a tutte le vittime e consentire alle famiglie di avviare le procedure di rimpatrio e di sepoltura.

Rimpatrio delle salme italiane

È previsto per domani il rimpatrio di cinque delle sei salme dei giovani italiani morti nell’incendio. Il trasferimento avverrà con un volo di Stato: il corteo funebre partirà dal Centro funerario di Sion e raggiungerà l’aeroporto militare della città, dove i feretri saranno imbarcati su un C130 dell’Aeronautica militare italiana, con decollo previsto alle 11.
Il sesto feretro, quello di Sofia Prosperi, non sarà rimpatriato insieme agli altri: la ragazza viveva a Lugano e la famiglia ha scelto una diversa modalità per l’ultimo saluto.

Le cause dell’incendio: confermata l’origine pirotecnica

Sul fronte delle indagini, la polizia cantonale ha confermato che, allo stato attuale, l’incendio sarebbe stato causato dall’uso di fontane pirotecniche. Si tratta di dispositivi non metallici contenenti una composizione che produce scintille e fiamme, normalmente utilizzati durante feste e celebrazioni e progettati per essere posizionati a terra o su supporti, oppure tenuti in mano. L’uso di questi oggetti all’interno del locale è ora al centro degli accertamenti giudiziari.

La posizione della Procura sui gestori del locale

La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha chiarito che al momento non sussistono le condizioni per l’arresto dei gestori del locale. Secondo la magistratura, infatti, non vi sono elementi che facciano pensare a un rischio di fuga, di recidiva o di collusione.
«I Moretti non fuggiranno», ha precisato Pilloud, sottolineando che l’inchiesta penale prosegue ma nel rispetto dei presupposti giuridici previsti dall’ordinamento svizzero. Le indagini continuano per chiarire tutte le responsabilità legate a una delle tragedie più gravi avvenute negli ultimi anni in Svizzera durante una notte di festa.

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Ultimo Aggiornamento: 04/01/2026 22:39

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