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Strage Crans-Montana: “I gestori del pub volevano ampliare Le Constellation”

Pubblicato: 05/01/2026 14:14

Emergono nuovi elementi destinati ad alimentare il dibattito sulle responsabilità nella strage di Crans-Montana. Secondo quanto rivelato dalla Radiotelevisione svizzera RTS, i gestori del locale Le Constellation avevano presentato, alla fine del 2025, una richiesta di permesso edilizio per modificare la struttura del locale, poche settimane prima della tragedia di Capodanno.

La domanda, datata 19 dicembre 2025, prevedeva l’ampliamento della veranda coperta con l’obiettivo di accogliere un numero ancora maggiore di clienti. Un intervento che, come sottolineano i media elvetici, avrebbe aumentato ulteriormente l’affollamento di uno spazio già risultato critico dal punto di vista della sicurezza.

Non solo. Nel progetto depositato dagli stessi gestori era prevista anche la soppressione di una porta laterale, ovvero di una uscita situata proprio nella veranda. Un dettaglio che oggi assume un peso enorme alla luce delle difficoltà di evacuazione riscontrate durante l’incendio.

Secondo quanto riportato dalla RTS, i lavori non sarebbero dovuti partire prima del 2026. Tuttavia, gli stessi osservatori sottolineano come, se quelle modifiche fossero già state attuate, le conseguenze del rogo avrebbero potuto essere ancora più gravi, riducendo ulteriormente le vie di fuga disponibili.

Le rivelazioni arrivano mentre l’attenzione resta altissima sull’inchiesta giudiziaria aperta dalle autorità svizzere, che punta a chiarire se le misure di sicurezza del locale fossero adeguate al numero di persone presenti e se vi siano state sottovalutazioni o omissioni.

In questo contesto, si fa sempre più forte la voce delle famiglie delle vittime. «Le famiglie chiedono giustizia», ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, dopo aver incontrato i parenti dei giovani italiani morti nell’incendio e rimpatriati con un volo di Stato partito da Sion.

Cornado ha riferito di aver ricevuto rassicurazioni dirette dalle istituzioni locali. «Le autorità elvetiche mi hanno assicurato la massima collaborazione», ha spiegato l’ambasciatore, al termine di un confronto con il presidente del governo del Cantone del Vallese, Mathias Reynard, e con Stephan Ganzer, responsabile della sicurezza cantonale.

Parole che puntano a rafforzare il clima di cooperazione tra Italia e Svizzera in una fase cruciale dell’inchiesta, mentre cresce l’attenzione internazionale su un caso che ha sconvolto l’opinione pubblica europea.

Tra progetti di ampliamento, uscite eliminate e interrogativi sulle autorizzazioni, il caso Le Constellation si arricchisce di nuovi tasselli destinati a pesare sulle valutazioni degli inquirenti. Al centro, resta una richiesta che unisce tutte le famiglie colpite dalla tragedia di Crans-Montana: fare piena luce sui fatti e ottenere verità e giustizia.

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Ultimo Aggiornamento: 05/01/2026 14:44

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