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“Prematuro considerare fuori pericolo” gli undici feriti di Crans-Montana ricoverati al Niguarda. Tre in condizioni critiche

Pubblicato: 05/01/2026 16:11

Nel giorno del rientro dei feretri dei ragazzi italiani morti nella strage di Crans-Montana, dall’ospedale Niguarda di Milano arriva un nuovo bollettino sulle condizioni dei feriti. Attualmente sono 11 i ricoverati nella struttura, che ha ampliato la capacità di accoglienza del Reparto Grandi Ustionati. Quasi tutti i pazienti hanno tra i 15 e i 16 anni, fatta eccezione per una donna di 29 e una di 55 anni.

L’estensione delle ustioni è grave: di secondo e terzo grado, varia dal 10% al 50% del corpo, interessando arti, dorso e volto. Per diversi feriti sono presenti danni polmonari importanti da inalazioni, che rendono necessaria un’assistenza meccanica alla respirazione.

Sei pazienti sono ricoverati in Terapia Intensiva, con condizioni particolarmente serie. Hanno bisogno di cure costanti per il controllo delle infezioni, il sostegno agli organi e il supporto metabolico. Tra questi, tre sono in condizioni critiche.

Tutti i pazienti sono sedati e in prognosi riservata. L’ospedale sottolinea che “è prematuro considerarli fuori pericolo”. I percorsi clinici e di cure intensive sono complessi e richiederanno diverse settimane di ricovero.

Le sale operatorie del Niguarda restano costantemente attive per i numerosi interventi chirurgici necessari, mentre gli anestesisti e i rianimatori garantiscono un supporto continuo ai pazienti.

Il Niguarda resta disponibile per prendere in carico un ulteriore paziente attualmente ricoverato a Zurigo, al momento considerato non trasportabile, assicurando supporto e assistenza anche agli altri feriti.

La gravità delle ustioni e delle complicanze polmonari richiede un monitoraggio costante e un’assistenza multidisciplinare per prevenire infezioni e danni organici.

L’ospedale sottolinea l’impegno continuo per gestire la situazione e garantire la massima attenzione a ciascun paziente, con un focus sulla riabilitazione e il recupero funzionale.

La comunità sanitaria segue con attenzione l’evoluzione clinica dei giovani feriti, mentre i familiari ricevono aggiornamenti regolari sul decorso e sulle prospettive di recupero a lungo termine.

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