
Con il rito solenne della chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, Papa Leone XIV ha concluso ufficialmente il Giubileo della Speranza, iniziato il 24 dicembre 2024. Un gesto carico di significato spirituale, accompagnato da una preghiera che riassume il senso profondo dell’Anno Santo: «Si chiude questa Porta Santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza».
Il significato della chiusura della Porta Santa
Nel suo intervento, il Pontefice ha ricordato come i fedeli, «pellegrini di speranza», abbiano cercato durante il Giubileo «la via della vita alla luce della Parola di Dio e della sua misericordia senza limiti». La chiusura della Porta Santa segna la fine del tempo giubilare, ma non l’esaurirsi della grazia e della misericordia divina, che – ha sottolineato Leone XIV – restano sempre accessibili a chi bussa con fiducia.
Il Papa ha invocato Dio affinché restino «aperti i tesori della grazia divina», così che, al termine del cammino terreno, ogni credente possa entrare nella «casa del Padre» e «gustare i frutti dell’albero della vita».
Un rito che si è trasformato nel tempo
Il rito di chiusura della Porta Santa si svolge oggi in forma sobria e simbolica, in continuità con la prassi avviata nel Giubileo del 1975 e ulteriormente semplificata da san Giovanni Paolo II nel 2000. Non è più prevista la muratura pubblica della porta: il gesto centrale è la chiusura dei grandi battenti di bronzo, compiuta personalmente dal Pontefice.
Un segno che indica la conclusione del Giubileo, ma che al tempo stesso ribadisce un messaggio chiaro: la misericordia di Dio non conosce confini temporali.
La Messa dell’Epifania in San Pietro, la muratura della Porta Santa in forma privata
Subito dopo il rito, Papa Leone XIV ha celebrato nella Basilica vaticana la Santa Messa della solennità dell’Epifania, collegando idealmente la manifestazione di Cristo alle genti con il cammino di conversione e speranza vissuto durante l’Anno Santo.
La muratura vera e propria della Porta Santa avverrà nei giorni successivi, in forma privata, circa dieci giorni dopo la chiusura liturgica. Il rito sarà curato dall’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice. I tecnici della Fabbrica di San Pietro, i cosiddetti sampietrini, provvederanno a costruire il muro all’interno della Basilica per sigillare la porta.
La capsula della memoria giubilare
All’interno della muratura verrà collocata la tradizionale capsula metallica, contenente il verbale ufficiale di chiusura, le monete coniate durante l’Anno Santo e le chiavi della Porta Santa. Un segno destinato a custodire la memoria del Giubileo della Speranza per le generazioni future.
Con la chiusura della Porta Santa si conclude un tempo straordinario per la Chiesa, ma resta aperto, come ha ricordato il Papa, il cammino quotidiano della fede, della misericordia e della speranza.


