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“La stringo per sentirlo vicino”. Crans-Montana, il dolore della mamma di Giovanni: straziante

Pubblicato: 07/01/2026 11:37

Il silenzio cala pesante in una casa che non è più la stessa. Ogni angolo conserva l’eco di risate spensierate, di giornate passate tra scuola, amici e piccoli gesti quotidiani. Il tempo sembra essersi fermato, ma il dolore pulsa con una forza inarrestabile, ricordando a chi resta quanto fragile possa essere la vita. Ci sono ricordi che bruciano, e altri che diventano preziosi custodi di ciò che non potrà più tornare.

Tra questi ricordi, i piccoli oggetti che parlano del passato: un peluche consumato, una felpa che porta l’odore di un abbraccio, segni tangibili di un amore impossibile da cancellare. Sono gesti semplici, ma carichi di significato, che aiutano a sentire vicina la persona perduta anche quando tutto sembra crollare.
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Il dolore di una madre

Carla Masiello, madre di Giovanni Tamburi, parla tra singhiozzi e ricordi nell’intervista rilasciata a La Repubblica: il suo ragazzo aveva appena sedici anni e l’ultima volta che lo ha sentito era felice, pronto a festeggiare l’ultimo dell’anno in montagna con il padre. «Si stava facendo bello per andare a cena fuori, poi mi ha detto che sarebbe andato al Constellation. Era tutto carico, emozionato ed era felice», racconta la madre al quotidiano. Una gioia che, per chi resta, si trasforma ora in un ricordo straziante.

Giovanni non si lamentava mai e, come ricorda la madre, persino nei momenti di commozione lei riceveva rimproveri affettuosi: «Mamma, sai che non devi piangere, non lo voglio». Parole che oggi diventano un sostegno emotivo, un richiamo alla forza nel dolore immenso di una perdita così prematura.

La richiesta di giustizia

Il rogo che ha strappato la vita a Giovanni e ad altri giovani è al centro della rabbia e del dolore di Carla Masiello. «Vorrei che i proprietari del locale fossero messi nelle condizioni di non poter più fare altri danni», dichiara a La Repubblica con fermezza. La madre denuncia come sia vergognoso e inaccettabile che chi ha lucrato sulla vita dei ragazzi sia ancora a piede libero mentre le vittime riposano in pace.

Il suo messaggio è chiaro: non si può morire a sedici anni in una festa tra amici, e la responsabilità deve emergere, affinché simili tragedie non si ripetano.

I ricordi di Giovanni

Carla Masiello custodisce ogni momento con Giovanni come un tesoro. Dai giochi dell’infanzia agli scherzi più recenti, dai sorrisi spensierati alle gite al luna park, ogni ricordo è un segno della sua purezza e della sua gioia di vivere. «Lo voglio ricordare come un angelo, era un puro», afferma nell’intervista a La Repubblica. La madre trova conforto nella fede, credendo che il figlio sia stato preservato da sofferenze future e resterà per sempre giovane nel ricordo di chi lo ha amato.

Nonostante la tragedia, Carla invita gli amici e i compagni di Giovanni a vivere con intensità e a lasciarsi alle spalle i piccoli screzi quotidiani. «Di pensare e di vivere solo le cose belle, di godere di ogni momento della vita… di amarsi», dice, portando avanti il messaggio del figlio, che guardava sempre il mondo con gioia e curiosità.

Il lutto cittadino e l’affetto della comunità

Oggi, in occasione del funerale di Giovanni, sarà proclamato lutto cittadino, un segno tangibile dell’affetto della comunità. Per la madre, il sostegno ricevuto nei giorni scorsi è stato «salvifico», un conforto che la aiuta a reggere il dolore. Tra amici, religiosi e concittadini, Carla percepisce la vicinanza di una città intera che rende omaggio al ragazzo e al suo sorriso luminoso.

Con il peluche del tigrotto, la felpa del figlio, il rosario stretto in mano, Carla Masiello continua a dormire accanto ai ricordi di Giovanni, cercando di sentire ancora la sua presenza. In ogni gesto, in ogni parola, emerge l’immagine di un giovane amato e indimenticabile, la cui vita breve ha lasciato un’impronta indelebile nei cuori di chi lo conosce.

La storia di Giovanni Tamburi è il racconto struggente di una giovinezza interrotta, ma anche il simbolo di un legame eterno tra madre e figlio, tra memoria e giustizia, tra dolore e speranza di un mondo più attento e responsabile.

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