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Crans-Montana, l’avvocato delle vittime all’attacco: “Tutti sapevano, indagini partite male”

Pubblicato: 07/01/2026 20:28

Sébastien Fanti, l’avvocato che rappresenta numerose famiglie delle vittime della tragedia di Capodanno a Crans-Montana, ha deciso di rompere il silenzio con dichiarazioni destinate a far discutere. Il legale vallesano mette apertamente in dubbio l’origine dei fondi di Jacques Moretti e critica duramente la gestione dell’inchiesta. «Chiederò l’arresto dei dirigenti, ma anche dei funzionari comunali. Questo ovviamente non accadrà, visto che qui tutti giocano a golf insieme». Parole che descrivono un clima di relazioni troppo strette e che, secondo Fanti, rischiano di compromettere la ricerca della verità.

L’avvocato sostiene che nel resort «tutti sapevano» che la struttura non fosse in regola. Un’affermazione pesante, che si accompagna a interrogativi precisi sui capitali investiti dal proprietario del locale. «Ha acquistato qui immobili per milioni di franchi svizzeri senza un solo franco di ipoteca. Non ho un solo cliente straniero che si stabilisca in Svizzera senza accendere un’ipoteca, e faccio il notaio da 26 anni». Un’anomalia che, secondo Fanti, meriterebbe accertamenti approfonditi.

I dubbi sui fondi e le indagini sotto accusa

Il legale sottolinea anche un vuoto nei controlli finanziari locali: nel Canton Vallese non esiste un organismo equivalente alla Tracfin francese. «Non sappiamo da dove provengano i soldi del signor Moretti», afferma, aggiungendo che l’imprenditore avrebbe acquistato immobili per un valore di 3 milioni di franchi «in contanti». Elementi che alimentano sospetti e che si inseriscono in un contesto già segnato da forti polemiche.

Nelle ultime ore, infatti, si sono intensificate le critiche verso l’inchiesta condotta dalla procuratrice Beatrice Pilloud e dal suo team su quanto accaduto alle 1.30 del primo gennaio nell’interrato del disco bar Le Constellation. In quella notte hanno perso la vita 40 persone, tra cui 6 italiani, mentre 116 giovani sono rimasti feriti, 16 dei quali connazionali.

Tra le contestazioni principali, l’accusa di un eccessivo garantismo nei confronti dei proprietari del locale, Jacques Moretti e Jessica Maric. A quasi 48 ore dalla tragedia, Pilloud li aveva definiti «ancora innocenti», prima che venissero formalmente indagati per omicidio, lesioni e incendio involontari. «L’ambasciatore italiano ha ragione, i proprietari del Constellation dovevano essere arrestati subito, per 24 ore, affinché si potessero fare delle perquisizioni e raccogliere le prove», attacca Fanti.

Il legale parla di un’inchiesta che «parte male» e richiama un precedente doloroso: «Sono stato l’avvocato di Luca Mongelli e ho un po’ l’impressione di rivivere la stessa cosa. Nell’affaire Mongelli era partita male, qui parte male». Un riferimento alla vicenda del piccolo Luca Mongelli, rimasta senza una verità giudiziaria convincente.

L’appello alla giustizia italiana

Fanti guarda ora anche oltre i confini svizzeri. «Dobbiamo poter assistere alle udienze a cui ora non possiamo partecipare», spiega, rivolgendosi alle istituzioni italiane. E conclude con un appello: «Considerato il numero di vittime italiane al Constellation, in base a una competenza residuale sarebbe opportuno verificare la possibilità di avviare un procedimento penale anche in Italia, così come è stata aperto un procedimento in Francia». Un’ipotesi che, se accolta, potrebbe cambiare il perimetro giudiziario di una tragedia che continua a sollevare interrogativi e tensioni.

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